Festival della Migrazione: il 5 novembre a Giurisprudenza la Prof.ssa Federica Sona ospite dellOsservatorio migranti del CRID

Prende il via giovedì 5 novembre lundicesima edizione del Festival della Migrazione, che fino al 15 novembre animerà Modena, Carpi e numerose altre città italiane con convegni, incontri, proiezioni e spettacoli.
Il filo conduttore scelto per il 2026 è «Donne migranti. Vite in movimento tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture».
Promosso dalla Fondazione Migrantes della CEI, dallAssociazione Porta Aperta di Modena e dallUniversità di Modena e Reggio Emilia, insieme a unampia rete di enti e associazioni, il Festival intende portare nel dibattito pubblico studi, testimonianze e proposte sul fenomeno migratorio.
Da dieci anni il CRID Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dellUniversità di Modena e Reggio Emilia è partner del Festival, promuovendo momenti di studio e di confronto sulle diverse dimensioni del fenomeno migratorio: dalla protezione internazionale e dal diritto dasilo fino alle prassi di intercultura che emergono dai territori.
Dal 2017 il Prof. Gianfrancesco Zanetti e il Prof. Thomas Casadei fanno parte, in rappresentanza del CRID, del Comitato scientifico della manifestazione.
Una collaborazione che assume un significato particolare nellanno in cui il CRID celebra il decennale della propria fondazione (2016-2026).
È in questa cornice che si colloca la lezione seminariale «MISLAM Narrazioni migranti tra diritti e prassi. Uno sguardo di genere», tenuta dalla Prof.ssa Federica Sona (Università di Torino) presso il Dipartimento di Giurisprudenza, in collaborazione con lOsservatorio Migranti del CRID.
A introdurre e coordinare i lavori sarà il Prof. Thomas Casadei (Direttore CRID, Unimore). Liniziativa rientra anche tra le attività dellOsservatorio migranti e del Laboratorio di formazione giuridica «Verso la Legal Clinic».
In piena sintonia con il tema delledizione, lincontro presenterà il progetto MISLAM, finanziato dal Ministero dellUniversità e della Ricerca nellambito del FIS 2 (Fondo Italiano per la Scienza) e coordinato dalla stessa Prof.ssa Sona presso il Dipartimento di Giurisprudenza dellUniversità di Torino.
Con lobiettivo di rendere visibile ciò che resta spesso invisibile, la ricerca indaga le zone dombra in ambito giuridico, amministrativo e sanitario che riguardano sia le persone musulmane che vivono in contesti minoritari occidentali, sia quelle che, provenienti da Paesi a maggioranza musulmana, affrontano un percorso migratorio verso lEuropa.
LItalia vi è assunta come osservatorio privilegiato e il lavoro si articola lungo tre direttrici: immigrazione e asilo, famiglia e minori, salute e bioetica. La lente di genere consente di far emergere le pratiche socio-giuridiche che incidono sul riconoscimento dei diritti di donne e uomini nelle diverse fasi delle traiettorie migranti.
Liniziativa avrà luogo giovedì 5 novembre 2026, a partire dalle ore 14.00, presso lAula S del Dipartimento di Giurisprudenza dellUniversità di Modena e Reggio Emilia (Via San Geminiano, 3, Modena), proprio nella giornata inaugurale del Festival.
La segreteria scientifico-organizzativa dellevento è curata dal Dott. Mondello (segreteria.crid@unimore.it).
Fondato dal Prof. Zanetti e dal Prof. Casadei, attuale Direttore, il CRID ha fatto delle questioni migratorie uno dei propri assi di lavoro, anche attraverso lOsservatorio Migranti (referente: Dott. Marco Mondello): nato proprio allinterno del percorso di sviluppo del Festival, lOsservatorio ha promosso negli anni ricerche e iniziative sul territorio modenese, dallalfabetizzazione linguistica delle persone migranti alla questione cruciale dellabitare.
«Da dieci anni il Festival della Migrazione è per il nostro Centro un luogo in cui la ricerca si misura con le storie concrete delle persone e con le domande che attraversano i territori. Il tema scelto questanno, dedicato alle donne migranti afferma il Prof. Thomas Casadei, Direttore del CRID interroga direttamente il lavoro del CRID su discriminazioni e vulnerabilità. In particolare, il progetto MISLAM che presenteremo mostra come norme e prassi giuridiche, amministrative e sanitarie possano rendere invisibili alcune persone, e come una lente di genere permetta di riportarle al centro. Per le studentesse e gli studenti, nonché per lintera cittadinanza, credo sia unoccasione significativa vedere i diritti umani allopera, là dove si decidono concretamente le traiettorie di vita».
Profilo della relatrice
Federica Sona è Professoressa associata presso il Dipartimento di Giurisprudenza dellUniversità di Torino.
Ha svolto attività di ricerca e ricoperto incarichi accademici presso istituzioni internazionali, tra cui il Max Planck Institute for Social Anthropology (Germania), la Harvard Law School (Stati Uniti), la SOAS University of London (Regno Unito) e il Laboratorio Diritti Fondamentali.
Dal 2016 collabora con lEuropean Judicial Training Network (EJTN) e ha contribuito ai programmi dellAgenzia dellUnione europea per lasilo (EUAA).
I suoi studi si concentrano sulle interazioni tra ordinamenti giuridici nazionali, internazionali e transnazionali e plurime normatività etnoculturali e religiose, con particolare attenzione alle complessità socio-giuridiche che segnano la vita delle persone musulmane, migranti e non, in contesti minoritari. Tra le sue pubblicazioni si segnalano la monografia New Parenthood and Childhood Patterns. Principles and Praxes in Muslim Realities (il Mulino, 2019), il volume curato con Marie-Claire Foblets, Shai Lavi e Hagai Boas Biomedical Practices, Religion, and the Law: Perspectives from the Middle East and Europe (Routledge, 2026) e il saggio «Reformulating Transnational Muslim Families: The Case of Sharīʿah-Compliant Child Marriages», apparso sul Journal of Muslim Minority Affairs (2020).
Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 04/11/2026
