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20 anni della Casa delle Culture, 10 anni del CRID: il 15 ottobre una riflessione congiunta sul ruolo delle città nella promozione dei diritti umani

Nel 2006 nasceva a Modena la Casa delle Culture: uno spazio pensato per favorire l’incontro, il dialogo e la partecipazione in una città che stava vivendo profondi cambiamenti sociali e culturali. In questi vent’anni la Casa è diventata molto più di un luogo fisico, affermandosi come punto di riferimento per associazioni, cittadine e cittadini, volontarie e volontari e realtà del territorio che, giorno dopo giorno, hanno contribuito a costruire una Modena più aperta, consapevole e interculturale.

Le origini del progetto risalgono alla primavera del 1999, quando presso il Centro Servizi per il Volontariato di Modena si è tenuto un corso per responsabili di associazioni straniere, promosso dalla Consulta Provinciale dell’Immigrazione: alle otto associazioni italiane e straniere partecipanti è stato chiesto di elaborare, come prova finale del percorso, un progetto comune. È nata così l’idea di una Casa capace, al tempo stesso, di sostenere le capacità progettuali delle singole associazioni e di offrire un punto di aggregazione, un riconoscibile laboratorio di idee. Dal novembre 2001 il CSV ha accompagnato il percorso con il progetto Verso la Casa delle Culture, che ha portato alla riformulazione dello Statuto e alla nascita dell’Associazione Casa delle Culture; nel settembre 2005 il Comune di Modena ha quindi ristrutturato una porzione di un vecchio cascinale nel quartiere San Faustino, divenuta la sede della Casa.

Pensata e proposta da associazioni modenesi di cittadine e cittadini stranieri e italiani, l’Associazione si ispira ai principi della pace, della nonviolenza, della tutela dei diritti umani e dei diritti di cittadinanza, della solidarietà fra le persone, i gruppi e i popoli. In questa prospettiva opera, con tutta la collettività, per favorire l’incontro attraverso la conoscenza e il riconoscimento di una pluralità di identità culturali: valorizzando i contenuti culturali delle associazioni straniere, costruendo reti di sostegno tra famiglie immigrate e italiane, rendendo visibile il ruolo delle donne nei processi migratori, approfondendo le relazioni e le contraddizioni vissute dalle nuove generazioni e contrastando ogni forma di razzismo attraverso positivi modelli di convivenza e un’idea sempre più ampia di cittadinanza.

Per celebrare il ventennale, la Casa delle Culture ha promosso un percorso di iniziative che si snoda da maggio 2026 a maggio 2027 – seminari, dibattiti, mostre, reading, spettacoli, podcast e documentari – con l’obiettivo comune di lasciare traccia di questi vent’anni, in un viaggio parallelo tra la crescita della Casa e l’evoluzione interculturale della città e del Paese. Il percorso si concluderà con un grande momento pubblico dedicato ai prossimi vent’anni: una riflessione collettiva sulla città del futuro, su ciò che Modena è diventata e su ciò che si vuole continuare a costruire insieme.

L’incontro del 15 ottobre si inserisce inoltre nel ciclo di appuntamenti con cui il CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dell’Università di Modena e Reggio Emilia celebra, da marzo a dicembre 2026, il decennale della propria fondazione (2016-2026). Fondato dal Prof. Gianfrancesco Zanetti e dal Prof. Thomas Casadei, attuale Direttore, il Centro ha fatto delle questioni migratorie uno dei propri assi di lavoro, anche attraverso l’attività dell’Osservatorio Migranti (referente: Dott. Marco Mondello), in collaborazione con il quale l’iniziativa è organizzata.

È in questa duplice cornice che si colloca l’incontro Promozione dei diritti umani e ruolo delle città: l’esperienza della Casa delle Culture di Modena , promosso nell’ambito del Corso di Teoria e prassi dei diritti umani tenuto dal Prof. Casadei presso il Dipartimento di Giurisprudenza. A partire dalla storia e dalle attività della Casa, l’appuntamento offrirà l’occasione per riflettere sul contributo che le città – e i luoghi di relazione e partecipazione che in esse prendono forma – possono dare alla promozione dei diritti umani e alla costruzione di una convivenza interculturale. Interverranno Lilya Hamadi e Francesca Scalinci (Associazione Casa delle Culture di Modena); a introdurre e coordinare i lavori sarà lo stesso Prof. Thomas Casadei (Direttore CRID, Unimore).

L’iniziativa avrà luogo giovedì 15 ottobre 2026, a partire dalle ore 14.00, presso l’Aula S del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Via San Geminiano, 3, Modena). La segreteria scientifico-organizzativa è curata dal Dott. Mondello (segreteria.crid@unimore.it).

«Con il percorso del ventennale – afferma Lilya Hamadi, dell’Associazione Casa delle Culture di Modena – vogliamo raccontare la storia di Modena attraverso le esperienze delle persone che hanno dato vita alla Casa e che continuano ad abitarla: volontari, associazioni, operatori e cittadini che in questi anni hanno dedicato tempo, energie e competenze per creare relazioni, promuovere diritti e tenere vivo uno spazio di incontro e confronto. È anche un modo per mostrare come la Casa abbia accompagnato i cambiamenti della società modenese, contribuendo a renderla una città capace di affrontare le trasformazioni attraverso la solidarietà e la partecipazione».

«L’esperienza della Casa delle Culture – conclude il Prof. Casadei – mostra come i diritti umani non vivano soltanto nelle carte e nelle sentenze, ma prendano forma negli spazi concreti della città, là dove persone con storie e provenienze diverse si incontrano, si riconoscono e costruiscono insieme legami di cittadinanza. Che il ventennale della Casa e il decennale del nostro Centro si intreccino in questo appuntamento ha per noi un significato particolare: il dialogo con le realtà associative del territorio è una delle condizioni di una riflessione sui diritti capace di misurarsi con i mutamenti reali della società».

Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 12/10/2026