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Bioingegneria per l’innovazione in medicina, Unimore proclama la prima laureata

È Virginia Simonini la prima laureata del corso di Laurea Magistrale in Bioingegneria per l’innovazione in medicina di Unimore. La proclamazione si è tenuta ieri, 28 settembre, nel campus di via Campi a Modena, dove Simonini ha concluso il proprio percorso con 110 e lode e dignità di stampa della tesi, nell’ambito del curriculum in Neurotecnologie.

La Commissione, composta dai professori Jonathan Mapelli, Paolo Pavan, Daniela Gandolfi, Anna Elisabetta Vaudano e Devis Bellucci, ha ascoltato la discussione del progetto di tesi Advanced Electroclinical Evaluation in Drug-Resistant Epilepsy: Integration of Subcortical Source Modeling and 3D Electrode Mapping into Electrical Source Imaging. Relatrice del lavoro è stata la prof.ssa Daniela Gandolfi, correlatrice la prof.ssa Anna Elisabetta Vaudano e seconda correlatrice la dott.ssa Irene Incerti.

La ricerca propone un metodo non invasivo per l’identificazione delle aree epilettogene nei pazienti con epilessie farmacoresistenti a partire da registrazioni elettroencefalografiche, inserendosi pienamente nell’impostazione interdisciplinare del corso di Laurea Magistrale.

Bioingegneria per l'innovazione in medicina nasce come punto di incontro tra l'ambito biomedico e clinico-sanitario e quello ingegneristico, due settori consolidati della ricerca e della formazione di Unimore. Il corso afferisce al Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze e si sviluppa in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari" e mette in relazione competenze biologiche, mediche e farmacologiche con quelle proprie dell'ingegneria dell'informazione e industriale, attraverso attività didattiche e laboratoriali nei Dipartimenti coinvolti. L'attivazione del percorso è stata sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna con un finanziamento di 1,5 milioni di euro, assegnato attraverso un bando regionale e destinato a rafforzare la formazione di professionalità specialistiche per il comparto biomedicale del territorio, con particolare attenzione al distretto di Mirandola. Al progetto concorre inoltre la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, con un contributo di 1,5 milioni di euro distribuito in quindici anni.

“Siamo estremamente soddisfatti della qualità del lavoro svolto e della competenza maturata dalla nostra prima laureata durante la formazione – commenta il Prof. Jonathan Mapelli – Presidente del Corso di Laurea -, e siamo certi che i suoi colleghi conseguiranno risultati altrettanto brillanti. Il progetto di tesi incarna perfettamente l’idea alla base di questo corso di Laurea Magistrale, unendo l’approccio e il metodo ingegneristico a un problema fondamentale della pratica clinica e fornendo un valido strumento di supporto. Con questo nuovo corso, l’offerta formativa del nostro Ateneo si arricchisce di un profilo qualificato e in grado di affrontare il mondo del lavoro e della ricerca in continua evoluzione, anche e soprattutto nel settore biomedico e clinico-sanitario”.

Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 29/09/2026