Si è concluso STEM4ALL, progetto di UniMORE che porta la ricerca fuori dai laboratori

Dagli studenti delle scuole superiori ai bambini della scuola primaria, passando per pazienti, famiglie e cittadini. Tra marzo e la fine di maggio 2026 l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha trasformato la ricerca scientifica in un'occasione concreta di incontro, dialogo e partecipazione grazie a STEM4ALL, il progetto interdipartimentale di Public Engagement finanziato dall'Ateneo, che ha costruito un ponte tra il mondo della ricerca e la società.
Coordinato dalla prof.ssa Laura De Rosa del Dipartimento di Scienze della Vita, il progetto ha coinvolto un gruppo di lavoro composto da Elena Enzo (DSV), Ruggiero Norfo (BMN), Alessia Cavazza (SMECHIMAI), Elisa Bianchi, Sebastiano Rontauroli (BMN), Eustachio Attico (DSV), Roberta Balugani (DSV), Pasqualina Grazioso (DSV) e Sara Righi (DSV).
Tre iniziative diverse, ma unite da un obiettivo comune: rendere la ricerca accessibile, favorire il dialogo con la comunità e stimolare interesse, consapevolezza e partecipazione.
Il percorso si è aperto a marzo con UNISTEM Day, il 20 marzo, la giornata internazionale dedicata agli studenti delle scuole secondarie superiori per raccontare il lavoro dei ricercatori e le prospettive offerte dalla medicina rigenerativa. I partecipanti hanno potuto conoscere da vicino le attività del Centro di Medicina Rigenerativa e confrontarsi con ricercatori di livello internazionale, tra cui il prof. Francesco Saverio Tedesco della University College London (UCL), che ha illustrato le più innovative strategie per la ricostruzione del tessuto muscolare. L'iniziativa è stata arricchita dalle esperienze immersive in realtà virtuale realizzate grazie alla collaborazione con la Fondazione Golinelli.
Un secondo momento di grande valore scientifico e umano è stato rappresentato dall'EB Days, 18/19 aprile, organizzato in collaborazione con l'associazione Le Ali di Camilla e Acetaia del Cristo. L'evento ha riunito ricercatori, pazienti, caregiver e cittadini per condividere i più recenti progressi nella ricerca sull'epidermolisi bollosa (EB), la rara malattia genetica nota come "malattia dei bambini farfalla", rafforzando il dialogo tra comunità scientifica e persone direttamente coinvolte dalla patologia. I ricercatori hanno preso parte all'inaugurazione della Casa di Camilla, una struttura pensata per accogliere i pazienti affetti da epidermolisi bollosa e le loro famiglie durante i periodi di permanenza a Modena per visite e trattamenti presso il Policlinico. Un'iniziativa dal forte valore sociale che rappresenta un importante punto di riferimento per l'assistenza e il supporto alle famiglie.
A chiudere il progetto sono stati i Laboratori delle Cellule, 19 e 25 maggio, che hanno aperto le porte dei laboratori del Dipartimento di Scienze della Vita agli alunni della scuola primaria. Attraverso osservazioni al microscopio, esperienze pratiche e attività ludico-scientifiche, i bambini hanno potuto vivere il loro primo contatto con un autentico laboratorio di ricerca, scoprendo il mondo delle cellule in modo coinvolgente e partecipativo.
Con STEM4ALL sottolinea la coordinatrice del progetto, la prof.ssa Laura De Rosa abbiamo voluto dimostrare come la ricerca possa diventare patrimonio condiviso della comunità. Aprire i laboratori, dialogare con gli studenti, confrontarsi con pazienti e famiglie significa rafforzare il rapporto di fiducia tra università e società e contribuire a diffondere una cultura scientifica sempre più consapevole e inclusiva.
Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 30/06/2026
