Sindrome di Xia-Gibbs, Unimore coordina la più grande casistica italiana
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È stato pubblicato sullAmerican Journal of Medical Genetics Part A un importante studio multicentrico sulla sindrome di Xia-Gibbs frutto della collaborazione del gruppo di Pediatria dellUniversità degli Studi di Modena e Reggio Emilia, con i colleghi dellUniversità di Pisa, dellUniversità di Firenze, dellIRCCS Fondazione Stella Maris di Pisa e dellUnità di Neuropsichiatria dellinfanzia e delladolescenza dellASST Rhodense.
Lo studio scientifico, coordinato dal prof. Lorenzo Iughetti, Professore Senior di Pediatria di Unimore, ha raccolto la più grande casistica italiana di pazienti affetti dalla sindrome di Xia-Gibbs. Lo studio ha analizzato quindici pazienti attraverso dati genetici, clinici, neuroradiologici, elettroencefalografici e comportamentali, con lobiettivo di definire meglio un quadro patologico ancora recente nella letteratura scientifica e caratterizzato da unampia variabilità tra i pazienti.
La sindrome di Xia-Gibbs è una malattia genetica ultra-rara del neurosviluppo, associata a varianti del gene AHDC1. Nella maggior parte dei casi si tratta di mutazioni de novo, comparse spontaneamente al momento del concepimento e dunque assenti nei genitori. La diagnosi definitiva richiede unindagine genetica, spesso attraverso il sequenziamento dellesoma, oggi strumento decisivo per riconoscere molte condizioni rare che interessano lo sviluppo neurologico.
Il quadro clinico comprende ipotonia, ritardo dello sviluppo psicomotorio e del linguaggio, disabilità intellettiva, apnee notturne e manifestazioni di gravità variabile. La gestione della sindrome richiede una presa in carico multidisciplinare, orientata al controllo dei sintomi e al sostegno dello sviluppo, con logopedia, fisioterapia, terapia occupazionale, monitoraggio neurologico e valutazioni specialistiche ripetute nel tempo.
Proprio questo approccio multidisciplinare, sviluppato da alcuni anni, ha reso il gruppo modenese un punto di riferimento nazionale per la presa in carico dei pazienti con sindrome di Xia-Gibbs, che proprio a Modena trovano le necessarie competenze pediatriche, neurologiche, neuroradiologiche, genetiche, ortopediche, endocrinologiche e psicologiche.
Il Policlinico di Modena, dice il Prof Iughetti, proprio per queste competenze contemporaneamente presenti, è infatti la struttura a cui lAssociazione XiaGibbs Italia (fondata nel 2019 per aiutare le famiglie italiane e promuovere la ricerca su questa rara sindrome), fa riferimento anche per lo svolgimento dei Syndrome Days: giornate interamente dedicate al follow up dei pazienti Xia Gibbs, orgaizzate in particolare dalle dr.sse del gruppo pediatrico Patriza Bergonzini e Simona Madeo
La ricerca pubblicata sullAmerican Journal of Medical Genetics Part A nasce da questa attività clinica e scientifica e si colloca dentro una rete multicentrica di centri di eccellenza, capaci di implementare le conoscenze di questa patologia.
Lo studio ha approfondito in particolare le caratteristiche neuroradiologiche ed elettroencefalografiche della sindrome, finora analizzate in modo meno sistematico rispetto ad altri aspetti clinici. Nei pazienti valutati sono state osservate con frequenza alterazioni alla risonanza magnetica cerebrale, tra cui assottigliamento del corpo calloso, anomalie della fossa posteriore e modificazioni della morfologia dei ventricoli laterali. Lanalisi elettroencefalografica ha inoltre messo in evidenza anomalie nelle regioni temporo-occipitali e posteriori, accentuate dal sonno, con caratteristiche che potranno aiutare i clinici nel riconoscimento della sindrome.
La ricerca conferma anche la rilevanza dellepilessia e delle manifestazioni comportamentali nel quadro complessivo della malattia. Nei pazienti studiati sono stati descritti disturbi del neurosviluppo, difficoltà del linguaggio, tratti dello spettro autistico, problemi attentivi e manifestazioni comportamentali che richiedono valutazioni longitudinali. Questo dato rafforza la necessità di seguire i pazienti nel tempo attraverso controlli coordinati, capaci di intercettare levoluzione dei bisogni clinici, riabilitativi e familiari.
Il lavoro pone le basi per future indagini multicentriche sulla sindrome di Xia-Gibbs, con lobiettivo di conoscere meglio la storia naturale della malattia, individuare segnali diagnostici più riconoscibili e definire protocolli di monitoraggio adeguati alla complessità della condizione.
Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 27/05/2026
