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Nel “Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi” un omaggio ad Aldo Moro e Marco Biagi

Nel “Giorno dedicato alla memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi”, sabato 9 maggio, Unimore e Modena hanno reso omaggio ad Aldo Moro e Marco Biagi.

La cerimonia ha preso il via alle 9, in Largo Aldo Moro, dove la Rettrice Unimore Rita Cucchiara, insieme al Sindaco Massimo Mezzetti e al Prefetto Fabrizia Triolo, hanno deposto una corona di alloro alla stele che ricorda lo statista rapito e assassinato dalle Brigate Rosse, dopo l’eccidio degli uomini della sua scorta.

La giornata dedicata alla memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi cade proprio il 9 maggio, giorno in cui, nel 1978, fu ucciso Aldo Moro. Presenti alla anche varie autorità civili e militari, tra cui il procuratore Luca Masini, il comandante dell’Accademia militare generale Stefano Messina, il questore Lucio Pennella, assieme ad altri rappresentanti delle Forze dell’ordine.

Subito dopo, la Rettrice con il Sindaco e il Prefetto hanno deposto una seconda corona di alloro alla lapide a ricordo del professor Marco Biagi, collocata sulla sede della Fondazione Marco Biagi, nel piazzale intitolato al giuslavorista assassinato dalle BR nel 2002.

Molti di noi ricordano anche personalmente il professor Marco Biagi della nostra Facoltà di Economia di Modena, che, uscito dall’Ateneo come d’abitudine e rientrato a Bologna in treno, fu ucciso sotto il portone di casa da esponenti delle Nuove Brigate Rosse. Per la nostra comunità accademica, questo giorno ha un significato particolare. Marco Biagi è stato un professore del nostro Ateneo: uno di noi. Ha studiato il mondo del lavoro, ha formato studenti e studentesse, ha costruito gruppi di ricerca facendo crescere nostri colleghi di grande valore e ha portato il sapere universitario dentro il dibattito pubblico e dentro le istituzioni.  Quel maledetto 19 marzo fu colpito un uomo e una famiglia, senza dubbio; ma fu colpita anche la funzione civile della conoscenza. È un punto che oggi dobbiamo dire con chiarezza. Il terrorismo non teme soltanto le decisioni dello Stato: teme le idee quando diventano argomenti, lo studio quando entra nella realtà, la ricerca quando aiuta una società a cambiare senza rinunciare alla democrazia. La violenza nasce quando qualcuno decide che una discussione va chiusa per sempre. L’università, invece, vive ogni giorno per fare l’opposto: tiene aperte le domande, accetta il dissenso, ripudia falsità, calunnia e disinformazione, forma persone capaci di pensare senza obbedire alla paura. Il confronto fondato su prove e argomenti è ciò che fa avanzare la conoscenza; diffamazione e violenza, anche verbale, la indeboliscono" - ha commentato la Rettrice Rita Cucchiara . 

"Questa lezione è oggi quanto mai attuale - ha proseguito la Rettrice -. Il lavoro sta cambiando in profondità: il digitale e le tecnologie modificano professioni e competenze, la transizione ambientale richiede nuovi modelli produttivi. Di fronte a tutto questo abbiamo bisogno di metodo: capire, discutere con serietà, progettare regole capaci di far convivere innovazione e dignità della persona. Ricordare Marco Biagi significa difendere il valore della ricerca, la libertà di chi studia e insegna, la capacità di distinguere un argomento da uno slogan. Significa riconoscere che la democrazia vive anche nei luoghi in cui si argomenta con rigore. Le armi possono togliere una vita ma non possono cancellare una comunità che continua a studiare, a insegnare e a discutere. A nome di Unimore, rivolgo un pensiero commosso a Marco Biagi, alla sua famiglia e  a tutte le vittime della violenza e del terrorismo. Il rispetto della loro memoria ci chiede di non lasciare che la violenza abbia l’ultima parola".

Le autorità e la cittadinanza si sono infine soffermati per una preghiera in memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, guidata da monsignor Giuliano Gazzetti vicario generale Arcidiocesi Modena Nonantola.

Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 09/05/2026