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La ricercatrice Ilaria Ottonelli relatrice all'evento "Il futuro è adesso" per presentare i nuovi orizzonti della nanomedicina finanziata dal PNRR

Il futuro della medicina italiana passa per le tecnologie a RNA e per la capacità di trasportarle con sicurezza ed efficacia all'interno dell'organismo. Di questo si è discusso lo scorso 2 aprile a Roma, presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, durante l’evento nazionale "Il futuro è adesso", dove l’Università di Modena e Reggio Emilia ha ricoperto un ruolo di primo piano grazie all'intervento di Ilaria Ottonelli.

La ricercatrice di Unimore è stata selezionata per rappresentare la nuova generazione di ricercatori tra gli oltre 700 profili assunti nell'ambito del Centro Nazionale per la Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA (CN3). Inserita nello Spoke 1, diretto dal Prof. Antonello Pietrangelo e dedicato allo sviluppo di piattaforme tecnologiche all’avanguardia per il trattamento di malattie genetiche, la dott.ssa Ottonelli ha condiviso il palco con esponenti di spicco della ricerca e della politica italiana, tra cui il Prof. Franco Locatelli, la Prof.ssa Angela Zampella e il Dott. Filippo Begarani, oltre che rappresentanti del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero della Salute.

Nel corso del suo intervento, Ilaria Ottonelli ha ripercorso alcuni dei risultati ottenuti grazie ai fondi PNRR, illustrando come il NanotechLab di Unimore abbia lavorato al design e allo sviluppo di nanoparticelle lipidiche (LNP), sistemi di trasporto sofisticati, progettati per veicolare terapie geniche direttamente agli organi bersaglio.

"La nanomedicina oggi è la vera tecnologia abilitante che permette alle strategie terapeutiche a base di RNA di esprimere tutto il loro potenziale," ha spiegato la ricercatrice. Grazie a questi "vettori intelligenti", il team di Unimore ha conseguito risultati promettenti nello sviluppo di nanomedicine sicure ed efficaci per il trattamento di patologie genetiche severe che presentano ancora oggi sfide cliniche immense, come le malattie da accumulo di ferro, le malattie neurometaboliche, la degenerazione retinica e la corea di Huntington.

La selezione della ricercatrice Unimore riflette l'alto standard qualitativo raggiunto dai laboratori modenesi nel panorama internazionale. Un traguardo che il Prof. Giovanni Tosi, Dipartimento di Scienze della Vita, Lab Nanotech, supervisor della dott.ssa Ottonelli, accoglie con profonda soddisfazione: "Siamo profondamente orgogliosi di vedere come il percorso di ricerca tracciato nel nostro laboratorio venga oggi considerato un punto di riferimento a livello nazionale. Il fatto che Ilaria sia stata chiamata a discutere di nanotecnologie in un evento di questo calibro conferma la centralità del nostro lavoro. Sapere che i nostri studi sulle tecnologie necessarie a trattare patologie così complesse sono al centro dell'agenda del Centro Nazionale ci sprona a proseguire con ancora più determinazione. Al tempo stesso, questo percorso rappresenta un investimento concreto nella formazione di ricercatori di eccellenza, che costituiranno il futuro della ricerca e della formazione. Questo capitale umano è uno degli elementi di maggior valore aggiunto del Programma di finanziamento e mi auspico che venga pienamente valorizzato, affinché il progetto possa produrre risultati tangibili non solo in termini scientifici, ma anche in termini di crescita umana e di sviluppo della conoscenza”

L'evento "Il futuro è adesso" ha ribadito come il Centro Nazionale CN3 stia agendo da catalizzatore per l'innovazione scientifica in Italia. Per la dott.ssa Ottonelli, l'esperienza al Bambino Gesù non è stata solo una vetrina accademica, ma la dimostrazione che l'investimento del PNRR sta portando alla creazione di una rete solida tra accademia, ospedali, e istituzioni, tutti con l'obiettivo comune di accorciare le distanze tra la scoperta in laboratorio e la disponibilità di nuove opzioni terapeutiche per i pazienti affetti da malattie genetiche rare.

 

Categorie: DSV

Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 13/04/2026