Giornata della Memoria 2026, il messaggio della Rettrice a margine della commemorazione pubblica
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In occasione della Giornata della Memoria, nel cortile del Palazzo del Rettorato, si è svolta la consueta cerimonia commemorativa, alla presenza delle massime autorità civili e militari del territorio. La Rettrice Unimore Rita Cucchiara, il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti e il Presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia hanno deposto una corona di alloro ai piedi della lapide che ricorda i docenti costretti, a seguito dellentrata in vigore delle leggi razziali, a lasciare lallora Università di Modena.
Nel volgere di pochi mesi, oltre alla immediata estromissione del filosofo del diritto Benvenuto Donati, del penalista e processualpenalista Marcello Finzi, della farmacologa Angelina Levi, del chimico Maurizio Leone Padoa, dellanatomopatologo Enrico Ravenna, delligienista Alessandro Seppilli e della tecnica Milla Wanda De Maria, la persecuzione degli ebrei e delle persone che avevano legami familiari con ebrei presenti nei ruoli della Università si estese, arrivando a colpire ben 14 persone, che tra il 1938 ed il 1939 subirono quella ingiusta sorte. Ai primi citati si aggiunsero il professore Alessandro Dalla Volta, i liberi docenti Ferruccio Ara, Giuseppe Bertel, Emilio Forti, Cesare Tedeschi e gli assistenti volontari Enrico Castelbolognesi ed Elio Levi.
Il Giorno della Memoria - sottolinea la Rettrice, Prof.ssa Rita Cucchiara ci riporta a una delle peggiori tragedie del Novecento, la Shoah, con la sua portata storica e morale e nella precisa consapevolezza del fatto che la violenza, quando trova coperture giuridiche e consenso sociale, arriva a cancellare le vite, e a distruggere famiglie, lavori e percorsi di studio.
Nel chiostro del Rettorato, davanti alla lapide, il nostro Ateneo ricorda i docenti e le persone che, dopo lentrata in vigore delle leggi razziali, vennero estromessi e costretti ad abbandonare la loro presenza nella comunità accademica. Quei nomi testimoniano una frattura che colpì anche luoghi deputati alla conoscenza, e sono lì a mostrarci, ancora oggi, in unepoca di recrudescenza dellantisemitismo, quanto rapidamente lesclusione possa diventare regola, con conseguenze profonde per lintera società.
La conservazione della memoria di questo orrore del secolo scorso, attività quanto mai preziosa e che va continuamente vivificata deve indurre a misurarci anche con ciò che accade nel mondo attuale. Dove genocidi e guerre, alimentati dallodio razziale e religioso e dalla xenofobia, continuano a travolgere le popolazioni civili, ribadendo una volta di più quanto la tutela della dignità umana rimanga una responsabilità pubblica che passa attraverso lo studio, la formazione e il senso delle istituzioni.
Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 27/01/2026
