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Ricerca italiana in Antartide: il prof. Alessandro Capra nella Campagna Antartica Spagnola 2025–26

Un nuovo importante tassello della cooperazione scientifica internazionale si aggiunge alla lunga storia della ricerca italiana in Antartide. Il prof. Alessandro Capra in partenza patecipare alla Campagna Antartica Spagnola (CAE) 2025–26, su invito dei colleghi ricercatori spagnoli, nell’ambito del progetto ATMESHET, dedicato allo studio delle deformazioni crostali e al monitoraggio vulcanico nell’area della Penisola Antartica.

La missione si svolgerà a bordo della nave oceanografica BIO Hespérides della Marina Spagnola ed interesserà le Isole Shetland Meridionali e la Penisola Antartica, con partenza da Punta Arenas, nella Terra del Fuoco cilena. La permanenza in mare è prevista dal 12 gennaio al 4 febbraio 2026.

Obiettivo principale del progetto ATMESHET è la misurazione delle deformazioni crostali e il monitoraggio dell’attività vulcanica dell’area, con particolare attenzione al vulcano di Deception Island, uno dei sistemi vulcanici più attivi e studiati dell’Antartide.

Le attività scientifiche comprenderanno l’installazione di quattro stazioni multiparametriche e sei stazioni GPS, finalizzate alla prosecuzione di misure geodetiche, geofisiche, oceanografiche e termometriche. Le osservazioni, avviate nella seconda metà degli anni Novanta, vengono oggi potenziate grazie all’impiego di strumenti e sensori di ultima generazione, integrati tra loro per migliorare la qualità e l’affidabilità dei dati raccolti.

Sono molto orgoglioso dell’invito dei colleghi del Comitato Spagnolo – dichiara il prof. Alessandro Capra di Unimore – poiché mi permetterà di trasferire le conoscenze acquisite in oltre trent’anni di attività nel Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), che oggi mi vede responsabile dell’Osservatorio Geodetico Italiano in Antartide (IGOA) . Allo stesso tempo, non nascondo l’immensa felicità per l’esperienza umana: sarà la mia prima volta nella regione della Penisola Antartica, dopo aver operato nelle precedenti sette spedizioni nel Mare di Ross, presso la Mario Zucchelli Station, e sul plateau antartico, alla base italo-francese di Dome C ».

La partecipazione del prof. Alessandro Capra alla CAE 2025–26 rappresenta un ulteriore riconoscimento del contributo scientifico italiano alla ricerca polare e rafforza il ruolo della cooperazione internazionale nello studio dei processi geodinamici e climatici di una delle aree più sensibili del pianeta.

Categorie: INGMO

Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 08/01/2026