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La leadership femminile nelle religioni. Riflessioni, esperienze e prospettive

All’interno delle iniziative dedicate alla Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le donne vi è l’appuntamento “La leadership femminile nelle religioni. Riflessioni, esperienze e prospettive” proposto dal Gruppo di ricerca Generi e Religioni (GeR), che coinvolge i Dipartimenti di Studi Linguistici e Culturali, di Giurisprudenza e di Educazione e Scienze Umane.

L’iniziativa si terrà venerdì 2 dicembre 2022 alle ore 15.00 in Aula B0.4 del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali (Largo Sant’Eufemia, 19) a Modena e vedrà le relatrici Sonia Brunetti, Carla Gianotti, Svamini Hamsananda Ghiri, Rosanna Maryam Sirignano confrontarsi sul tema da diverse angolazioni religiose. A introdurre e moderare l’incontro sarà la prof.ssa Elisa Rossi, docente di Sociologia delle Relazioni di Genere e Coordinatrice GeR Università di Modena e Reggio Emilia.

L’incontro sarà aperto anche dai saluti di Vittorina Maestroni Presidente del Centro documentazione donna di Modena, partner del progetto di seminario, e proseguirà con il primo intervento di Carla Gianotti, tibetologa, saggista, docente di Buddhismo tibetano, Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini che affronterà il tema “ Stereotipi di genere e realizzazione femminile. Le maestre di Dharma nel buddhismo tibetano ”

“Tra i diversi stereotipi di genere che abitano le culture uno ancora molto diffuso e influente è quello che considera la dimensione religiosa quale territorio privilegiato o esclusivo del maschile. E una tale attitudine, accreditata e perpetuata dalla norma androcentrica dominante, - afferma Carla Gianotti -  risulta ancora oggi largamente attestata nei diversi buddhismi del mondo e così nel buddhismo tibetano.  È solamente la consapevolezza della parzialità sia della storia religiosa, sin qui documentata (per molti versi coniugata soprattutto maschile), sia dell ’ esperienza religiosa maschile ciò che ha consentito di riconoscere all ’ interno della tradizione buddhista tibetana, attraverso i secoli e sino a tutt ’ oggi, la ‘ realizzazione ’ spirituale di tante devote e di straordinarie e autorevoli maestre di Dharma”.

Successivamente prenderà la parola Sonia Brunetti, docente, formatrice, redattrice su ebraismo e Shoah che tratterà delle “ Donne ebree tra femminismo e ortodossia ”.

“Per parlare di donne ed ebraismo – afferma Sonia Brunetti - afferma è necessario iniziare dalla Bibbia e dai testi della Tradizione talmudica. Fonti di origine antiche che continuamente si rinnovano e offrono una molteplicità di percorsi interpretativi che indicano e spiegano come, all ’ interno della tradizione, le donne siano tenute in alta considerazione e svolgano un ruolo centrale e importante. Nonostante la diversità di interpretazioni, posizioni e significati dei commentari nei confronti delle donne è innegabile la tendenza dell ’ ebraismo ad affidare a uomo e donna ruoli ben precisi, diversi e non intercambiabili. Un fatto che, volente o nolente, crea un problema. Nel corso dell ’ intervento si accenna ad alcune delle questioni sollevate dal pensiero femminista ebraico sullo “ status della donna” relative allo studio della Torah, ai tribunali rabbinici e il diritto di famiglia, al rabbinato femminile all ’ interno dell ’ ebraismo focalizzandosi maggiormente sui movimenti contemporanei delle femministe ortodosse che hanno dato inizio a un processo di cambiamento e di riflessione che implica una conciliazione delle regole della tradizione millenaria con l'emancipazione femminile”.

Seguirà l’intervento di Rosanna Maryam Sirignano, docente e formatrice di Studi Islamici, mediatrice linguistica e culturale, che parlerà di “ Leadership femminile, partecipazione e tradizione islamica ”.

“ In questo intervento si discuterà brevemente il modo in cui è pensata l'autorità religiosa nell'islam con particolare attenzione al ruolo che le donne hanno svolto nella costruzione della tradizione islamica e la trasmissione spirituale. In seguito si presenteranno – afferma Rosanna Maryam Sirignano - alcuni aspetti della biografia del Profeta Muhammad, come esempio di leadership partecipativa. Infine si discuterà brevemente prospettive di superamento delle dinamiche di potere e dell'ingiustizia di genere che molto spesso si verificano negli spazi della leadership religiosa”.

Concluderà l’incontro Svamini Hamsananda Ghiri, monaca induista, vicepresidente dell’Unione Induista Italiana con il tema “Dio è donna”.

“Osservare all ’ interno del mondo religioso lo status della donna necessita prima di tutto di comprendere la complessità del termine “ religione” e le differenti categorie non applicabili all ’ induismo come la voce “ sacerdozio” - afferma Svamini Hamsananda Ghiri.  Il termine “ religione” comporta l ’ unione di tre elementi di ordine differente: 1) una dottrina - ovvero la componente intellettuale-teologica; 2) una morale - l ’ elemento sociale: donna-società-famiglia, primo nucleo sociale; 3) un culto - costituente la parte ritualistica. Nonostante l ’ attitudine patriarcale insinuatasi nell ’ insegnamento della prassi religiosa, il rito domestico e/o sociale non ha valore senza la donna. In India oggi la leadership femminile è molto progredita: troviamo numerose donne “ Guru” e, in molti ambiti, donne che esercitano il culto. Se esaminiamo la prospettiva dottrinale dell ’ induismo, non avremo bisogno di una teologia o di un ’ esegesi femminista. Dio è donna. L ’ idea metafisica di Dio è espressa in termini neutri, ma la presenza di Dio nel mondo è declinata con termini maschili ma altrettanti femminili, che testimoniano la sostanziale identità che lega il maschile e il femminile. Certamente ciò costituisce il punto di vista ideale, ma purtroppo è ben noto che la storia e la cronaca sono contraddittorie e spesso crudeli. L ’ atteggiamento nei confronti della donna è stato, ed è tuttora, spesso ambivalente: esaltata o vituperata; osannata od osteggiata, la donna ora assurge a espressione sublime di Dio, di Madre munifica e potente, ora si inabissa nella recrudescente malvagità maschile che la mostra come essere inferiore, diabolico, talora impuro; la rende merce di scambio o di possesso. Affrontare, con onestà intellettuale, questo tema presenta spesso la necessità di superare educazione, contraddizioni e stereotipi in cui il fatto religioso è contaminato da componenti sociali, economiche e politiche”.

Dopo il dibattito, a riflessione conclusiva dell’incontro sarà affidata ad Anna Dolce, Dottoranda in Scienze Umanistiche presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali.

 

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Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 30/11/2022