Unimore insieme a 5 comuni italiani in prima linea contro le discriminazioni

CITIES Cities Initiative Towards Inclusive and Equitable Societies, il progetto europeo che mira a rafforzare il ruolo dei Comuni italiani nella prevenzione e nel contrasto a razzismo, xenofobia, intolleranza e discriminazioni entra nella sua fase finale. Le città coinvolte Reggio Emilia (capofila), Modena, Ravenna, Olbia (Ss) e Casalecchio di Reno (Bo) insieme ad ICEI Istituto di Cooperazione Economica Internazionale, alla Fondazione Mondinsieme e allUniversità di Modena e Reggio Emilia hanno deciso di mettere al centro, attraverso la diffusione digitale e affissioni nei luoghi chiave della città, il concetto di Diversity Advantage.
Lobiettivo è raccontare la diversità non come un problema da gestire ma come una risorsa che rende le città più innovative, resilienti, vivibili. I singoli Comuni hanno anche avviato azioni concrete e sperimentazioni locali: dal rafforzamento dei punti di ascolto antidiscriminazioni, alla costruzione partecipata dei Piani Locali Antidiscriminazione, dal coinvolgimento delle giovani generazioni fino a momenti culturali e di confronto aperti alla cittadinanza. L'Università di Modena e Reggio Emilia ha contributo attraverso la ricerca delle forme principali di discriminazione presenti nelle città e con la definizione di strumenti di raccolta dei casi di discriminazione che contribuiscono a rafforzare una cultura di raccolta dei dati.
Per Unimore hanno lavorato al progetto: la Prof.ssa Rita Bertozzi come referente (Dip. DESU), la Prof.ssa Tindara Addabbo (Dip. Economia Marco Biagi), il Prof. Thomas Casadei (Dip. di Giurisprudenza), le assegniste di ricerca Carlotta Barra (Dip. di Economia Marco Biagi) e Elisa Pighi (Dip. DESU), con la collaborazione del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità - CRID di Unimore (dott. Marco Mondello).
CITIES nasce dallesperienza della Rete Città del Dialogo e dalla consapevolezza che le discriminazioni non sono astratte ma si manifestano nella vita quotidiana delle persone e nei servizi pubblici. Le città diventano quindi attori chiave nella prevenzione delle disuguaglianze e nel garantire pari accesso a diritti e opportunità. Il progetto accompagna le amministrazioni nello sviluppo di strategie contro la discriminazione con un approccio intersezionale che riconosce come le discriminazioni possano sovrapporsi e rafforzarsi reciprocamente, nellottica di definire politiche più mirate ed efficaci.
Il percorso, avviato a marzo 2024, entra ora nella fase finale con una Campagna che mostra i volti, le relazioni e le intersezioni tra persone con identità ed esperienze diverse (per etnia, età, genere, orientamento sessuale, disabilità, condizione socioeconomica e percorsi di vita), superando etichette e contrapposizioni e proponendo narrazioni alternative capaci di contrastare stereotipi e pregiudizi senza messaggi conflittuali. Attraverso fotografie, video, contenuti social, data storytelling e iniziative locali la Campagna rende visibile le relazioni, le collaborazioni, le storie quotidiane che tengono insieme la città.
Tre programmi di formazione locale hanno coinvolto 450 partecipanti nei cinque Comuni, ognuno dei quali ha attivato uno Sportello antidiscriminazione, rafforzando laccesso ai servizi e alle tutele a livello locale. Il lavoro include anche la raccolta e analisi di dati sulluguaglianza, la formazione del personale pubblico e il confronto strutturato con società civile, istituzioni nazionali ed europee. Un lavoro multilivello che collega Comuni, Regioni, UNAR e Consiglio dEuropa in unazione coordinata e sistemica.
Le città partecipanti hanno inoltre prodotto un Manifesto, esito del confronto tra amministrazioni, società civile e comunità locali, che definisce una visione comune e impegni condivisi per rafforzare le politiche antidiscriminazione e la coesione sociale nei territori.
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Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 21/04/2026
