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Sport per l'inclusività e la lotta alla violenza di genere: "BELONG" e "HAND IN HAND", due progetti di FIGC e Unimore

BELONG

Be inclusive. Be a team. Be the change. One game. One world. We all belong. Inclusione, squadra, cambiamento: apparteniamo tutti alla stessa famiglia. Sono questi i concetti che il video promozionale del progetto europeo ‘BELONG’ vuole trasmettere. Con il tecnico della Nazionale Under 21 Silvio Baldini in qualità di testimonial, la campagna social punta a trasmettere i valori fondanti del progetto di cui la FIGC è capofila in partnership con Unimore (Università degli studi di Modena e Reggio Emilia) e con le tre ONG Solidarietà Caritas Onlus Firenze, Consorzio Gruppo CEIS Modena e Consorzio Gruppo CEIS Civitavecchia.

“BELONG” è l'acronimo di “footBall Employed to faciLitate the integratiOn of adolesceNt refuGees” (il calcio utilizzato per facilitare l'integrazione degli adolescenti rifugiati), ovvero l'uso di uno strumento come il calcio per facilitare l'integrazione degli adolescenti rifugiati e promuovere un senso di comunità e inclusione.

Attingendo all'esperienza del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, ‘BELONG’ amplia la portata del Progetto ReTe, con l’obiettivo di fornire, con il supporto dei suoi allenatori e psicologi, strumenti di formazione, nonché sviluppare attività sportive, fisiche ed educative per promuovere il coinvolgimento delle comunità locali. Durante i tornei di calcio e gli incontri nelle scuole, invece, sarà dato ulteriore impulso all’inclusione attraverso lo sport, permettendo ai ragazzi rifugiati di discutere le loro esperienze con i loro coetanei, favorendo così la creazione di legami.

 

HAND IN HAND

Hand in Hand (Highlighting AwareNess of male ADolescent footballers IN the figHt Against geNder-baseD violence) è un progetto della durata di 36 mesi che mira a utilizzare lo sport per combattere la violenza di genere. Il progetto, che rientra nella linea Erasmus+ Sport finanziata dalla UE attraverso la European Education and Culture Executive Agency (EACEA), adotta un approccio innovativo in cui lo sport è percepito e usato come strumento per raggiungere un obiettivo specifico, pensato per cambiare una cultura in cui le donne sono spesso considerate oggetti passivi. II progetto, supportato dalla UEFA, vede la FIGC come capofila; gli altri enti che prendono parte al progetto, oltre a Unimore che rappresenta il partner scientifico, sono la Federazione Nazionale di Calcio dell’Albania, il Bulgarian Sport Hub (che vede al suo interno enti come la Federazione Nazionale di Calcio e il Comitato Olimpico Nazionale della Bulgaria), EuroHockey, la Federazione di Hockey su prato francese, Alice Milliat (un’associazione francese che si occupa di promuovere l'inclusione nel contesto sportivo), ForModena.

Obiettivi specifici del progetto sono: rendere gli ambienti sportivi contesti educativi in ​​cui i giovani giocatori possano essere educati al rispetto delle donne; promuovere un cambiamento nelle politiche delle associazioni/istituzioni sportive verso il rispetto delle donne; promuovere una cultura sportiva in cui la violenza è rifiutata e le donne sono pienamente rispettate. 

Sarà pertanto creata una metodologia per gli allenatori, che include strumenti e attività intese a informare i giocatori su cosa sia la violenza di genere, le sue diverse forme e conseguenze, le false credenze e come si riflettono sulle relazioni personali. La metodologia, che la FIGC attuerà con le squadre nazionali, introdurrà all’interno delle squadre, delle regole per contrastare la violenza di genere e promuoverne la parità.

Risultati importanti saranno le linee guida e un corso online per allenatori, nonché uno strumento online (che confluirà sulla piattaforma Unimore edusportacademy.unimore.it) che gli allenatori/educatori potranno utilizzare per trarre vantaggio dalla metodologia e combattere la violenza di genere nelle loro squadre. Tali strumenti di formazione sono essenziali per garantire la replicabilità e l’acquisizione di competenze per rendere gli allenatori dei veri educatori.

Secondo il Prof. Loris Vezzali, responsabile scientifico del progetto per Unimore, “HAND IN HAND mostra come lo sport possa essere uno strumento di primaria importanza per affrontare temi complessi che affliggono la nostra società. La rilevanza dei partner consentirà un’azione efficace e visibile che potrebbe essere adottata dalle società sportive per il contrasto della violenza di genere”.

Categorie: avvisi

Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it il 15/02/2026