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<rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><title>Magazine</title><link>https://www.magazine.unimore.it</link><description>Notizie</description><language>it</language><item><title>Scoperto un nuovo meccanismo che regola la morte cellulare infiammatoria</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072193.html</link><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:13:14 +0200</pubDate><description>
Uno studio coordinato dalla Dr.ssa Katia Cosentino dell'Università di Modena e Reggio Emilia ha compiuto un importante passo avanti nella comprensione di come il nostro organismo elimina le cellule infette o danneggiate e attiva le difese immunitarie. Per la prima volta i ricercatori sono riusciti a osservare direttamente minuscoli pori formati dalla proteina Gasdermina D sulla membrana delle cellule, una risultato che apre nuove prospettive per lo sviluppo di terapie contro il cancro, le malattie infettive e numerose patologie infiammatorie.    Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Science Advances, descrive un importante avanzamento nella comprensione della piroptosi, una particolare forma di morte cellulare infiammatoria fondamentale per la risposta immunitaria e sempre più riconosciuta come un processo chiave anche nella biologia dei tumori e nella risposta alle terapie antitumorali. Lo studio è stato coordinato dalla Dr.ssa Katia Cosentino, docente del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell'Università di Modena e Reggio Emilia, ed è stato realizzato durante la sua attività di ricerca presso la Osnabrück University (Germania), supportata da un'importante rete di collaborazioni internazionali.    Per superare un limite che per anni ha impedito di osservare direttamente questi pori nelle cellule, il gruppo di ricerca ha messo a punto una tecnica del tutto nuova, denominata Polymer-Supported Plasma Membranes (PSPMs). Combinando questa tecnologia con la microscopia a super-risoluzione, i ricercatori sono riusciti per la prima volta a fotografare i pori della gasdermina D direttamente sulla membrana di cellule umane e murine, con una risoluzione di pochi nanometri. Lo studio ha inoltre dimostrato che tali pori non sono tutti uguali, ma presentano forme e dimensioni differenti e vengono stabilizzati da uno specifico lipide della membrana cellulare, il PI(3,4,5)P
&#8323;, identificando così un nuovo meccanismo di regolazione della piroptosi e aprendo nuove prospettive per il controllo farmacologico dell'infiammazione.    La piroptosi svolge un ruolo fondamentale nella salute umana. Da un lato permette di eliminare rapidamente cellule infette o danneggiate e di attivare le difese immunitarie; dall'altro, se non adeguatamente controllata, può contribuire allo sviluppo di malattie infiammatorie croniche e autoimmuni. Sempre più evidenze indicano inoltre che questo processo influenza anche la progressione dei tumori e la risposta alle immunoterapie. Comprendere nel dettaglio come i pori della Gasdermina D si formino e vengano regolati rappresenta quindi un passo importante verso future strategie terapeutiche capaci di modulare la piroptosi nel cancro e in numerose altre patologie.    
&#147;Per molti anni abbiamo studiato le gasdermine senza poter osservare direttamente le strutture che formano durante la piroptosi&#148;, spiega la Dr. Katia Cosentino. &#147;Grazie a questa nuova piattaforma siamo riusciti a visualizzare questi pori nel loro ambiente naturale e a comprenderne meglio il processo di formazione e regolazione. Questo lavoro amplia la nostra conoscenza dei meccanismi che controllano la risposta infiammatoria e fornisce nuove basi per sviluppare strategie terapeutiche in grado di modulare la piroptosi nel cancro e in altre patologie caratterizzate da un'infiammazione non controllata&#148;.
    Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale coordinata dalla Dr.ssa Cosentino presso la Osnabrück University in Germania, che ha coinvolto ricercatori del Max Planck Institute of Biophysics di Francoforte, della Ludwig Maximilian University di Monaco, dell'Università di Cambridge, e del Leibniz Institute of Photonic Technology di Jena. La Dr.ssa Cosentino, autrice corrispondente dello studio, prosegue oggi questa linea di ricerca presso Unimore, dove il suo gruppo studia il ruolo delle gasdermine e dei meccanismi di morte cellulare nell'infiammazione e nel cancro. 
</description></item><item><title>Si è conclusa a Modena la Summer School internazionale di Botanica e Micologia Forense del progetto europeo &#145;Natural Traces&#146;</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072190.html</link><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 17:02:36 +0200</pubDate><description>
Si è conclusa al Campus universitario di via Campi, a Modena, la Summer School internazionale  &#145;Forensic Botany and Mycology&#146;, organizzata dal Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l'Università di Genova, nell'ambito del progetto europeo Natural Traces in Forensic Investigations &#150; How the Analysis of Non-Human Evidence Can Solve Crime, finanziato dal programma Marie Sk&#322;odowska-Curie Actions &#150; Doctoral Networks (MSCA DN 2022, Grant Agreement n. 101120165). Si tratta della seconda edizione di un percorso formativo internazionale avviato nel 2025 con il workshop &#145;Introduction to Forensic Palynology&#146; (Modena, 9-13 giugno 2025), dedicato alla morfologia pollinica e alla sua identificazione. Le due iniziative hanno coinvolto i dottorandi del network internazionale Natural Traces, offrendo una formazione avanzata su identificazione, analisi e interpretazione delle tracce vegetali e fungine applicate alle indagini giudiziarie. Attraverso un approccio integrato tra teoria e pratica, il programma ha permesso ai partecipanti di acquisire competenze specialistiche nell'impiego delle evidenze botaniche e micologiche nei contesti investigativi. La scuola è stata organizzata dalle Prof.sse Anna Maria Mercuri e Assunta Florenzano (Unimore), con il contributo scientifico del gruppo di Micologia del Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita dell'Università di Genova, coordinato dalla Prof.ssa Mirca Zotti. Il programma ha integrato lezioni teoriche, attività pratiche di laboratorio e visite didattiche presso l&#146;Istituto di Medicina Legale dell&#146;Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e l&#146;Orto Botanico MuseOmoRE. I partecipanti hanno approfondito il ruolo del polline, delle spore fungine, dei semi, dei frutti e di altri resti vegetali come tracce biologiche capaci di fornire informazioni preziose per la ricostruzione della scena del crimine, l&#146;interpretazione dei trasferimenti di materiale biologico e l&#146;associazione tra persone, oggetti e luoghi. Attraverso seminari specialistici dedicati alle piante velenose, alla Botanica forense, alla Palinologia e alla Micologia forense, affiancati da esercitazioni pratiche al microscopio, i partecipanti hanno acquisito le basi teoriche e operative per il riconoscimento e l&#146;interpretazione delle principali tipologie di polline e spore fungine nei contesti investigativi, approfondendone il valore come elementi di prova nelle indagini giudiziarie. Il percorso formativo è stato arricchito dagli interventi della Prof.ssa Rossana Cecchi del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze e direttore dell&#146;Unità di Medicina Legale Unimore, della Prof.ssa Valentina Bugelli dell&#146;Istituto di Medicina Legale dell'Università di Parma, e dei tecnici delle due Unità, che hanno illustrato casi reali di indagine. 
«Questa seconda edizione della Summer School rappresenta un ulteriore passo nella costruzione di una rete internazionale dedicata alla formazione nelle scienze forensi botaniche» &#150; commentano le organizzatrici Anna Maria Mercuri e Assunta Florenzano. «L'integrazione tra Botanica, Micologia e Medicina Legale consente di formare una nuova generazione di ricercatori capaci di interpretare le tracce biologiche con un approccio realmente interdisciplinare. La collaborazione con l&#146;Università di Genova, sviluppata nell&#146;ambito del progetto europeo Natural Traces, ha consentito di ampliare il programma formativo con competenze specialistiche di micologia forense, rafforzando il carattere interdisciplinare della scuola e favorendo il confronto tra gruppi di ricerca che operano su tematiche complementari».
 Il progetto Natural Traces, coordinato dalla Goethe University di Francoforte, coinvolge nove università europee, un laboratorio forense e quindici partner internazionali tra università, enti di ricerca e organizzazioni investigative, con l&#146;obiettivo di sviluppare nuove competenze e metodologie per l&#146;impiego delle tracce naturali nelle indagini forensi. Con questa iniziativa Unimore ha ribadito il proprio ruolo di riferimento anche nel campo della Palinologia applicata alle scienze forensi, proseguendo una tradizione avviata oltre trent&#146;anni fa con la pionieristica scuola italiana di Criminopalinologia fondata dalla Prof.ssa Daria Bertolani Marchetti.
</description></item><item><title>Al via il progetto europeo CLUSTREL per lo sviluppo di una nuova tecnologia non invasiva contro l'epilessia</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072179.html</link><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 10:17:21 +0200</pubDate><description>
All'incontro inaugurale hanno partecipato i partner del consorzio internazionale: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, INSTM &#150; Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali, Future Needs, Università degli Studi di Trieste e SINDREL MedTech S.r.l.
 L'obiettivo del progetto è realizzare una tecnologia innovativa capace di migliorare la somministrazione delle terapie antiepilettiche attraverso un approccio non invasivo, integrando competenze di neurologia, nanotecnologie, scienza dei materiali, tecnologia farmaceutica e ingegneria biomedica. Nel corso delle due giornate di lavoro, i partner hanno definito la visione scientifica del progetto e pianificato le attività del primo anno, affrontando temi che spaziano dagli aspetti etici e regolatori allo sviluppo del prototipo, fino alle strategie di coinvolgimento degli stakeholder e di valorizzazione dei risultati della ricerca. «CLUSTREL potrebbe rappresentare una svolta per le persone con epilessia. È un vero cambio di paradigma», sottolinea il professor Stefano Meletti, neurologo epilettologo. Anche il coordinatore del progetto, professor Michele Giugliano, evidenzia il valore della collaborazione interdisciplinare: «L'aspetto più entusiasmante è riunire competenze provenienti da ambiti diversi per sviluppare una soluzione realmente innovativa». Con una durata di tre anni, CLUSTREL si propone di trasformare i risultati della ricerca in una tecnologia con un potenziale impatto concreto sulla qualità della vita delle persone affette da epilessia. Il progetto rappresenta un importante esempio di collaborazione europea tra università, centri di ricerca e imprese impegnati nello sviluppo di soluzioni avanzate per la salute.   Per saperne di più: 
https://www.clustrel.eu/
 
https://www.linkedin.com/posts/clustrel-project_on-78-july-the-clustrel-consortium-came-activity-7480967363778162688-hBBK
 
https://cordis.europa.eu/project/id/101287957

</description></item><item><title>Unimore e CUS MO.RE per la prima volta agli European Universities Games</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072177.html</link><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 11:18:33 +0200</pubDate><description>
L'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia sarà protagonista, per la prima volta nella sua storia, agli European Universities Games (EUSA Games) 2026, la più importante manifestazione continentale dedicata allo sport universitario. Unimore, insieme al CUS MO.RE, prenderà parte al torneo di pallavolo maschile della competizione, in programma a Salerno dal 18 luglio al 1° agosto.    L'accesso alla manifestazione rappresenta un traguardo storico per l'Ateneo ed è il risultato della vittoria conquistata ai Campionati Nazionali Universitari (CNU) 2025, che ha garantito a Unimore la qualificazione diretta al torneo europeo. La formazione modenese-reggiana sarà l'unica università italiana qualificata sul campo, affiancata soltanto dall'Università di Salerno, ammessa di diritto in qualità di Ateneo ospitante.    La delegazione partirà il 15 luglio, mentre il 16 luglio si svolgerà il General Technical Meeting, durante il quale saranno effettuati il sorteggio dei gironi e la definizione del calendario delle gare.    Gli European Universities Games rappresentano il massimo appuntamento europeo dello sport universitario e vedranno la partecipazione di oltre 4.500 studenti-atleti, in rappresentanza di più di 400 università del continente.    Nel torneo di pallavolo maschile, Unimore affronterà altre quindici università provenienti da quattordici Paesi europei: University of Zagreb (Croazia), Charles University (Repubblica Ceca), University of Montpellier (Francia), University of Rostock (Germania), Hungarian University of Sports Science (Ungheria), Vilnius Gediminas Technical University (Lituania), Technical University of Moldova (Moldavia), Western Norway University of Applied Sciences (Norvegia), University of Porto (Portogallo), West University of Timisoara (Romania), University of Maribor (Slovenia), University of Barcelona e University of Valencia (Spagna), Fenerbahce University (Turchia), oltre all'Università di Salerno.    La squadra di Unimore è composta da studenti-atleti inseriti nel programma Unimore Sport Excellence, che coniuga il percorso universitario con l'attività agonistica di alto livello. I componenti del roster militano infatti in società impegnate nei principali campionati nazionali di pallavolo. Faranno parte della delegazione gli atleti Giovanni Battilani (Anderlini Volley), Stefano Bedin (Univolley Carpi), Andrea Bertoni (Pallavolo Bologna), Filippo Luppi (Volley Sassuolo), Riccardo Montaggioli (Stadium Mirandola), Lorenzo Orlando (Volley Sassuolo), Michele Pagani (PGS Smile), Ernesto Rascato (Volley Sassuolo), Massimo Schiavoni (Lube Volley), Davide Signorini (Volley Team Club srl), Demetrio Soli (Volley Sassuolo), Daniele Somma (FB Soliera), Alessandro Storchi (Volley Tricolore Reggio Emilia), Giacomo Tamagnini (GS Vigili del Fuoco Reggio Emilia).    Lo staff sarà composto dall'allenatore Andrea Tomasini, dal vice allenatore Luigi Parisi, dal team manager Simone Iaia, dal fisioterapista Davide Beneventi e dallo scoutman Mattia Zulli.    Il percorso di Unimore verso gli European Universities Games è reso possibile anche grazie al sostegno di partner che condividono i valori della formazione universitaria e dello sport di alto livello. In particolare hanno dato un prezioso supporto alla partecipazione alla manifestazione europea: SMEG, ALCAR UNO, VALDENZA TOUR e +WATT.
</description></item><item><title>Unimore in finale nella decima edizione della CyberChallenge</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072173.html</link><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 11:52:09 +0200</pubDate><description>

Dal 12 al 15 luglio Unimore partecipa con il proprio team "HackinMore" alla gara finale della decima edizione della CyberChallenge che si svolgerà a Salerno.    CyberChallenge è il primo programma di addestramento in cybersecurity per studentesse e studenti universitari e delle scuole superiori organizzato dal Cybersecurity National Lab che mira a selezionare ed a formare una squadra di sei esperti di sicurezza informatica.    Il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche &#150; FIM, che ha stipulato una convenzione con il CINI &#150; Consorzio Interuniversitario Nazionale per l&#146;Informatica, offre ai suoi studenti una occasione unica che li porterà a confrontarsi con i colleghi di altri quaranta atenei italiani.    Il team che prenderà parte alla competizione è composto dagli studenti Leonardo Donati (LT Ingegneria Informatica), Francesco Talassi (LT Ingegneria Informatica), Alessio Yang (LT Informatica), Marco Luppi (LT Ingegneria Informatica), Enrico Covili (LT Ingegneria Informatica) e Filippo Rizzi (LT Informatica) e dagli istruttori Edoardo Torrini, Lorenzo Rossi, Martin Menabue, Riccardo Cracco, Daniele Bianchini e Andrea Artioli.    &#147;Sono molto lieto di aver potuto offrire agli studenti un percorso formativo di grande valore per la loro crescita professionale&#148;, dichiara il prof. Mauro Andreolini. &#147;Il percorso didattico ha preso avvio con le selezioni di febbraio, particolarmente rigorose, è proseguito tra marzo e maggio con un corso di 72 ore e si è concluso con la gara locale di fine maggio, attraverso la quale sono stati individuati i sei componenti del team. Desidero ringraziare gli sponsor, VEM Sistemi e Certego, che hanno reso possibile la nostra partecipazione a questo importante evento. Un ringraziamento speciale va anche agli istruttori, per l&#146;eccellente lavoro svolto: il loro contributo è andato ben oltre gli aspetti tecnici ed è stato fondamentale per aiutare gli studenti a diventare un gruppo coeso e affiatato. Ringrazio infine gli studenti, che hanno dimostrato grande desiderio di apprendere, determinazione nei momenti più difficili e uno spirito di squadra davvero fuori dal comune. Al di là delle competenze tecniche che noi istruttori abbiamo potuto trasmettere, sono stati loro i veri protagonisti: hanno scelto di mettersi in gioco, di confrontarsi con gli altri team e di distinguersi con merito&#148;.
    "Siamo orgogliosi di rinnovare anche quest&#146;anno il nostro sostegno a CyberChallenge, un&#146;iniziativa che valorizza i giovani talenti e contribuisce a far crescere competenze sempre più strategiche per il futuro del Paese", dichiara Stefano Bossi, Amministratore Delegato di VEM Sistemi. "La cybersecurity è un ambito in continua evoluzione, che richiede preparazione tecnica, visione e capacità di collaborare all&#146;interno di un ecosistema sempre più integrato. In questo senso, il nostro territorio sta dimostrando una forte capacità di unire università, ricerca e impresa."
    Sulla stessa lunghezza d&#146;onda Bernardino Grignaffini, CEO di Certego: "Sostenere i giovani talenti in un ambito complesso e sfidante come la cybersicurezza significa investire concretamente sulla capacità del nostro Paese di affrontare le minacce di oggi e di domani. Competizioni come questa dimostrano che i nostri studenti possiedono una straordinaria capacità di innovazione, reattività e pensiero critico: doti trasversali fondamentali per affrontare le sfide attuali. Come azienda avvertiamo forte la responsabilità di fare rete con il mondo della ricerca anche per creare un legame solido tra il percorso accademico e quello del lavoro.  Ai ragazzi che si sono messi in gioco va il mio plauso: siete l'energia di cui le imprese e le istituzioni hanno bisogno per guidare l'innovazione".
    
&#147;Passare dal ruolo di membro del team a quello di istruttore è stata una sfida impegnativa&#148;, afferma Edoardo Torrini. &#147;Abbiamo cercato di trasmettere agli studenti non solo le competenze tecniche necessarie, ma anche gli aspetti legati alla gestione della gara, facendo tesoro dell&#146;esperienza maturata lo scorso anno. In questo percorso abbiamo inoltre valorizzato l&#146;utilizzo di strumenti basati sull&#146;intelligenza artificiale per potenziare l&#146;allenamento: dall&#146;analisi degli errori alla simulazione di scenari complessi, fino al supporto nello studio e nell&#146;approfondimento dei diversi ambiti della cybersecurity. In una competizione come questa, tuttavia, la tecnologia è solo un acceleratore: a fare davvero la differenza restano la capacità di collaborare in modo efficace, il coordinamento del gruppo e la sinergia tra i membri del team, elementi decisivi per raggiungere il successo.&#148;
    
&#147;Partecipare a questa iniziativa è stata un&#146;esperienza davvero stimolante&#148;, afferma Enrico Covili. &#147;Il percorso intrapreso ha consentito la creazione di un team solido, capace di collaborare dentro e fuori dal laboratorio. Siamo entusiasti di poterci mettere alla prova con le migliori compagini italiane.&#148;
         Foto:    Da sinistra a destra: Enrico Covili, Edoardo Torrini (istruttore), Filippo Rizzi, Alessio Yang, Mauro Andreolini (responsabile), Francesco Talassi, Leonardo Donati, Marco Luppi.
</description></item><item><title>Oltre 2,5 milioni di euro per i progetti di ricerca competitiva: aperto il nuovo bando PRC 2026</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072156.html</link><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 13:26:51 +0200</pubDate><description>
Un investimento da 2,58 milioni di euro per rafforzare la ricerca scientifica, sostenere idee innovative e aumentare la capacità di Unimore di competere nei principali programmi di finanziamento nazionali e internazionali. È questo l'obiettivo del nuovo bando &#147;Progetti di Ricerca Competitiva (PRC) 2026&#148;, promosso dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e dalla Fondazione di Modena.
 L'iniziativa mette a sistema 1,9 milioni di euro stanziati da Unimore e 680.000 euro messi a disposizione dalla Fondazione di Modena, consolidando una collaborazione ormai strutturata per sostenere una ricerca di eccellenza capace di produrre ricadute scientifiche, sociali ed economiche sul territorio. Il bando finanzierà progetti di ricerca della durata di 24 mesi, con contributi fino a 55.000 euro ciascuno. Le proposte potranno riguardare tutti i grandi macro settori della ricerca &#150; dalle scienze della vita alle discipline matematiche e ingegneristiche, fino alle scienze sociali e umanistiche &#150; e saranno valutate da esperti indipendenti di livello nazionale e internazionale attraverso una procedura basata esclusivamente sulla qualità scientifica. La misura punta anche a rafforzare il posizionamento competitivo di Unimore nei grandi programmi di finanziamento della ricerca. I responsabili dei progetti finanziati saranno infatti chiamati a trasformare i risultati ottenuti in candidature ai principali bandi competitivi, come ERC, PRIN, FIS, FISA e programmi europei, contribuendo ad accrescere la capacità dell'Ateneo di attrarre risorse per la ricerca. 
Un'attenzione particolare è riservata ai giovani ricercatori: almeno il 50% delle risorse disponibili in ciascun macrosettore sarà destinato a progetti coordinati da studiosi e studiose che abbiano conseguito il dottorato di ricerca o la specializzazione medica da non più di quindici anni, con l'obiettivo di favorire la crescita di una nuova generazione di principal investigator. Accanto all'eccellenza scientifica, la linea finanziata dalla Fondazione di Modena valorizzerà i progetti in grado di produrre un impatto concreto sul territorio, contribuendo allo sviluppo sociale, sanitario, culturale, ambientale ed economico della comunità modenese, in coerenza con le priorità strategiche della Fondazione. Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 17.00 del 15 settembre 2026 attraverso la piattaforma online predisposta da Unimore. Chiarimenti e informazioni possono essere richiesti alla Direzione Ricerca e Terza Missione - Ufficio Ricerca Nazionale di Unimore scrivendo un&#146;email a: ricercanazionale@unimore.it .
</description></item><item><title>Il cordoglio di Unimore per la scomparsa del professor Gianfranco Vivoli</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072176.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 13:37:16 +0200</pubDate><description>
La Rettrice Rita Cucchiara e l'intera comunità accademica dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del professor Gianfranco Vivoli, che ha legato per oltre trent'anni la propria attività di docente, ricercatore e responsabile accademico all'Ateneo.  Laureato in Medicina e Chirurgia e in Farmacia, specialista in Igiene e Medicina sociale e in Patologia clinica, dal 1978 è stato professore ordinario di Igiene presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Ha diretto le Scuole di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva e in Medicina del lavoro, il Dipartimento di Scienze biomediche e, dal 2000 al 2008, il Dipartimento di Scienze di Sanità pubblica.  La sua attività scientifica ha riguardato in particolare la prevenzione, gli effetti degli inquinanti ambientali e professionali sulla salute e i fattori umani connessi alla sicurezza stradale. Autore di oltre duecento pubblicazioni, ha coordinato progetti di ricerca nazionali e internazionali e diretto il Centro interdisciplinare di Ateneo per lo studio dei determinanti umani degli incidenti stradali. 
"Quale Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di UNIMORE, cui afferisce la Sezione di Sanità Pubblica, ma soprattutto come igienista e allievo, ho appreso con commozione e dolore la notizia della scomparsa del Prof. Gianfranco Vivoli, notissimo medico igienista, docente e ricercatore presso UNIMORE nel settore della medicina preventiva e formatore di intere generazioni di medici nell'ambito della sanità pubblica", dichiara il professor Marco Vinceti. 
"Condensare in poche righe i suoi meriti è pressoché impossibile: vorrei solo ricordare la sua fortissima vocazione alla collaborazione scientifica internazionale, inaugurata sin dagli anni '80 con il coordinamento allora pionieristico di un programma di ricerca europeo sugli effetti nocivi sul neurosviluppo dell'esposizione a piombo ambientale; la sua attenzione a un tema squisitamente interdisciplinare quale lo stress da guida e i fattori di rischio dell'incidentalità stradale; più in generale, il suo importante contributo in ambito nazionale nel promuovere l'apertura dell'Igiene (e dell'allora nascente Epidemiologia Ambientale) verso ambiti nuovi e diversi da quelli tradizionali delle malattie infettive. Ciò con particolare riferimento ai fattori di rischio ambientali e comportamentali nel determinismo delle patologie cronico-degenerative quali quelle cardiovascolari, come testimoniato da numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali di grande prestigio ", prosegue il professor Vinceti. 
"Infine, vorrei ricordare il suo stile umano e comportamentale, sempre attento verso tutti e particolarmente elegante sia nel tratto che nella sostanza delle relazioni interpersonali", conclude il direttore. Alla famiglia del professor Vivoli e ai suoi cari giungano la vicinanza e le condoglianze di tutta la comunità universitaria.
</description></item><item><title>Al via le immatricolazioni per l'anno accademico 2026/2027 di Unimore</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072154.html</link><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:02:42 +0200</pubDate><description>

Sono aperte da oggi, 8 luglio 2026, le immatricolazioni ai corsi di laurea dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per l'anno accademico 2026/2027.    Con una storia iniziata nel 1175 e una visione proiettata al futuro, Unimore conta 13 dipartimenti e 96 corsi di laurea &#151; 47 triennali, 43 magistrali e 6 a ciclo unico &#151; che coprono le aree Salute, Scienze, Ingegneria, Vita, Società e Cultura.  È un sistema universitario integrato di ricerca, formazione, e innovazione sostenuto da 18 centri di ricerca, 7 biblioteche e un grande polo museale, dove l&#146;altissima qualità della vita del cuore dell&#146;Emilia si accompagna a una relazione strettissima con uno dei sistemi produttivi più dinamici d&#146;Europa.    Per i corsi ad accesso libero, le immatricolazioni resteranno aperte fino al 30 ottobre 2026; sarà comunque possibile perfezionare l'iscrizione fino al 22 dicembre 2026, con il pagamento di una soprattassa per ogni rata di iscrizione già scaduta. Per i corsi ad accesso programmato, invece, le modalità e le scadenze sono indicate nei rispettivi bandi di ammissione.    
Le immatricolazioni si effettuano esclusivamente online attraverso il portale di Ateneo, dove sono disponibili tutte le informazioni relative ai corsi di studio, ai requisiti di accesso, alle procedure di iscrizione, ai contributi universitari, alle agevolazioni economiche e ai servizi dedicati alle future matricole.    Anche quest'anno 
Unimore accompagna studentesse e studenti nella scelta del proprio percorso universitario attraverso un articolato sistema di orientamento
, con iniziative informative, colloqui individuali, materiali di approfondimento e servizi di supporto per conoscere l'offerta formativa e affrontare con consapevolezza il passaggio all'università.          
</description></item><item><title>Unimore ospita OpenAI: il futuro dell'Intelligenza Artificiale in un incontro al Tecnopolo di Modena</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072149.html</link><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:09:10 +0200</pubDate><description>
Unimore ospita uno dei primi appuntamenti italiani dedicati al dialogo diretto tra l'università e OpenAI, la realtà statunitense che ha sviluppato ChatGPT e tra i principali protagonisti mondiali dell'Intelligenza Artificiale generativa. Mercoledì 8 luglio, dalle 9.30, presso il Tecnopolo di Modena, si terrà "GenAI and Agents: University and Industry &#150; UNIMORE meets OpenAI", una giornata di approfondimento e formazione rivolta alla comunità accademica e organizzata in collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).    L'iniziativa rappresenta un'importante occasione di confronto sulle trasformazioni che l'Intelligenza Artificiale sta portando nella ricerca, nella didattica e nel rapporto tra università e imprese, con particolare attenzione ai nuovi strumenti di AI generativa e agli agenti IA, destinati a modificare profondamente il modo di studiare, lavorare e fare ricerca.    Ad aprire i lavori saranno la Rettrice di Unimore, prof.ssa Rita Cucchiara, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, che illustreranno la visione del territorio sullo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale e dell'alta formazione. Seguiranno gli interventi del Direttore del Centro AIRI - Artificial Intelligence Research and Innovation di Unimore, prof. Simone Calderara e del Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Artificial Intelligence Engineering, prof. Francesco Guerra.    La mattinata proseguirà (ore 10.00) con la Lectio Magistralis del prof. Alberto Melloni, dedicata alla nuova enciclica di Papa Leone XIV sul rapporto tra persona umana e intelligenza artificiale, prima di lasciare spazio allo staff di OpenAI, che presenterà una panoramica delle più recenti evoluzioni dell'AI generativa e delle modalità con cui gli atenei di tutto il mondo stanno integrando gli agenti IA nella formazione e nella ricerca.    L'ultima parte dell'incontro sarà dedicata a una sessione di formazione pratica da parte dello staff OpenAI, durante la quale verranno illustrati casi d'uso e applicazioni concrete delle tecnologie OpenAI. Saranno inoltre presentate esperienze sviluppate all'interno dell'Ateneo nell'utilizzo di strumenti come Codex, Skills e Agents a supporto delle attività di ricerca.    L'appuntamento conferma il ruolo di Unimore tra gli atenei italiani maggiormente impegnati nello sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, sia sul fronte della ricerca sia su quello della formazione, favorendo il confronto diretto con uno dei principali attori internazionali dell'innovazione tecnologica e offrendo alla propria comunità accademica un'occasione di aggiornamento sui più avanzati strumenti che stanno ridefinendo il futuro dell'università e del mondo del lavoro.    

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</description></item><item><title>Unimore ha organizzato il primo Simposio in Cina sulla chimica strutturale dei materiali</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072151.html</link><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:31:28 +0200</pubDate><description>
Si è svolta nei giorni scorsi a Fuzhou, in Cina, la prima edizione del  Chinese-Italian Symposium on Frontiers in Structural Chemistry of Materials, iniziativa promossa dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con il Fujian Institute of Research on the Structure of Matter della Chinese Academy of Sciences e il College of Chemistry della Fuzhou University. L'iniziativa, organizzata dai docenti di Unimore GiovanniMaria Piccini (Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche) e Luca Catalano (Dipartimento di Scienze della Vita),  ha rappresentato un importante momento di confronto scientifico internazionale sui temi della ricerca di frontiera dedicata ai materiali innovativi e complessi, affrontando aspetti legati alla loro sintesi, caratterizzazione e modellizzazione, con applicazioni in numerosi settori tecnologici e industriali, tra cui l'energia, l'optoelettronica, lo stoccaggio di gas, la catalisi e i biomateriali. Un filo conduttore dell'intero programma è stato il crescente ruolo dell'intelligenza artificiale come strumento a supporto della ricerca e della progettazione di nuovi materiali. Grazie all'elevato profilo scientifico dei relatori e alla rilevanza dei temi affrontati l'iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Consolato Generale d'Italia a Canton.  Il simposio ha infatti riunito oltre trenta scienziati italiani e cinesi di altissimo profilo, tra i principali esperti internazionali nel campo della chimica strutturale e della scienza dei materiali. La delegazione di Unimore, oltre ai professori Catalano e Piccini, comprendeva i professori Fabio Biscarini, Giuseppe Cantarella e Alfonso Pedone, afferenti a diversi dipartimenti dell'Ateneo. Un contributo significativo all'organizzazione è stato fornito anche dal prof. Bruno Briseghella, docente di Ingegneria Civile di Unimore e della Fuzhou University, dove svolge attività di ricerca e insegnamento dal 2009, rafforzando ulteriormente il ponte scientifico tra i due Atenei. L'incontro ha favorito la condivisione dei più recenti risultati della ricerca, lo scambio di competenze e l'avvio di nuove collaborazioni scientifiche, con l'obiettivo di rafforzare i rapporti tra la comunità accademica italiana e quella cinese nei settori della chimica, dei materiali avanzati e delle tecnologie emergenti. Unimore si è confermata protagonista della ricerca internazionale nei settori della chimica e dei materiali avanzati, mettendo in evidenza la capacità di promuovere reti scientifiche di alto livello con alcuni dei più qualificati centri di ricerca mondiali.
</description></item><item><title>Unimore ha tra i suoi professori un nuovo Socio Nazionale Linceo</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072145.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:29:39 +0200</pubDate><description>
L&#146;Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha l&#146;onore di avere tra i suoi professori ordinari un nuovo Socio Nazonale Linceo. Alberto Melloni, professore ordinario di Storia del cristianesimo presso il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane di Unimore, è stato eletto dai membri della più antica Accademia d'Europa, nella Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche, per la Categoria IV, Storia e Geografia Storica e Antropica.    L&#146;elezione a Socio Nazionale rappresenta uno dei riconoscimenti più alti della vita scientifica e culturale italiana. L&#146;Accademia Nazionale dei Lincei, fondata a Roma nel 1603, è la più antica accademia scientifica nazionale del mondo e annoverò Galileo Galilei tra i suoi primi membri. Oggi è ente pubblico non economico di alta cultura e promuove la ricerca e la diffusione delle conoscenze scientifiche nelle loro espressioni più autorevoli.    Per Unimore si tratta di un risultato di particolare rilievo. Con l&#146;elezione a Socio Nazionale dell&#146;Accademia Nazionale dei Lincei, il professor Alberto Melloni è oggi l&#146;unico professore dell&#146;Ateneo in servizio tra i Soci Nazionali dell&#146;Accademia e il primo, dopo molti decenni, nella Classe delle Scienze Morali, Storiche e Filologiche.    Tra i Lincei legati a Unimore figurano come Soci Corrispodenti anche la professoressa Maria Franca Brigatti, docente di Mineralogia fuori ruolo dal 2017, e il professor Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa &#147;Stefano Ferrari&#148;.    La presenza di studiosi appartenenti ad ambiti disciplinari così diversi, dalle geoscienze agli studi storici e religiosi fino alla medicina rigenerativa e alle scienze della vita, conferma la qualità della ricerca sviluppata nell&#146;Ateneo e la capacità di Unimore di esprimere studiose e studiosi ai massimi livelli della scienza e della cultura del Paese.    La nomina del prof. Melloni si inserisce anche in una storia secolare che lega Modena e il suo Ateneo all&#146;Accademia dei Lincei. Tra i Soci più illustri figurano Giovanni Battista Amici (1786&#150;1863), che insegnò e diresse l&#146;Osservatorio modenese, e Onorato Nicoletti (1872&#150;1929), professore di Calcolo a Modena alla fine dell&#146;Ottocento.    
&#147;L&#146;elezione del professor Alberto Melloni a Socio Nazionale dell&#146;Accademia Nazionale dei Lincei &#150; commenta la Prof.ssa Rita Cucchiara - è motivo di grande orgoglio e di profonda soddisfazione per tutta la comunità di Unimore. Si tratta di un riconoscimento tra i più prestigiosi del panorama scientifico italiano, che premia uno studioso di fama internazionale, il cui lavoro ha inciso in modo profondo sulla ricerca storica, religiosa e umanistica, con un&#146;attenzione costante alle grandi trasformazioni del mondo contemporaneo e all&#146;innovazione nella ricerca.&#148;
    
&#147;Il professor Melloni &#150; continua la Rettrice - ha costruito nel tempo una posizione di assoluta autorevolezza scientifica, una rete internazionale di relazioni accademiche e progetti di ricerca di altissimo livello. Ne è testimonianza anche il coordinamento da parte di Unimore di ITSERR &#150; Italian Strengthening of the ESFRI RI RESILIENCE, il più importante progetto PNRR dedicato alle infrastrutture di ricerca per gli studi religiosi, che pone il nostro Ateneo al centro di una rete nazionale e internazionale per la valorizzazione del patrimonio documentario, la digitalizzazione delle fonti e lo sviluppo di nuove metodologie di ricerca.&#148;
    
&#147;Per Unimore &#150; conclude la Rettrice - questo risultato assume un valore ancora più significativo perché il professor Melloni è oggi l&#146;unico professore dell&#146;Ateneo in servizio tra i Soci Nazionali dei Lincei. La sua elezione, che si aggiunge alla presenza nella storia recente dell&#146;Ateneo della professoressa Maria Franca Brigatti e del professor Michele De Luca, conferma la capacità della nostra Università di esprimere eccellenze riconosciute ai massimi livelli in ambiti disciplinari profondamente diversi. È un risultato che dà prestigio all&#146;intera comunità accademica e rappresenta uno stimolo a continuare a investire in una ricerca libera, di qualità e aperta al confronto internazionale&#148;.
    L&#146;elezione arriva nei giorni che precedono un appuntamento di particolare rilievo per l&#146;Ateneo. Mercoledì 8 luglio, alle ore 10.00, al Tecnopolo di Modena, il professor Melloni terrà la lectio magistralis &#147;
AI and Society: the Magnifica Humanitas Encyclical Letter
&#148;, dedicata alla nuova enciclica di Papa Leone XIV sul rapporto tra persona umana e intelligenza artificiale.    La lectio si svolgerà nell&#146;ambito della giornata &#147;
GenAI and Agents: University and Industry &#150; UNIMORE meets OpenAI
&#148;, organizzata da Unimore in collaborazione con CRUI. Unimore avrà l&#146;onore di ospitare esperti statunitensi di OpenAI per discutere l&#146;impatto degli strumenti di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT e gli agenti, nella vita universitaria, nella ricerca, nella didattica e nelle aziende. Dopo i saluti istituzionali della Rettrice Rita Cucchiara, il programma prevede interventi dedicati all&#146;uso di questi strumenti nei contesti accademici e produttivi, con la partecipazione dello staff di OpenAI, del Centro AIRI di Unimore e del Corso di laurea magistrale in Artificial Intelligence Engineering.    

Alberto Melloni

, nato a Reggio Emilia nel 1959, è dal 2001 professore ordinario di Storia del cristianesimo presso il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane di Unimore di cui è stato direttore ed è ora direttore. Si è formato all&#146;Università di Bologna, alla Cornell University e all&#146;Università di Friburgo. È segretario della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, dirige l&#146;infrastruttura europea di ricerca RESILIENCE e coordina il Dottorato nazionale in Studi Religiosi. Dalla Rettrice ha avuto la delega ai corsi honor e al collegio di eccellenza-
    
È titolare della Cattedra UNESCO sul pluralismo religioso e la pace ed è stato membro del Group of Chief Scientific Advisors della Commissione europea. La sua attività di ricerca riguarda la storia del cristianesimo, la storia dei concili, il papato, l&#146;ecumenismo, le istituzioni religiose e le relazioni tra le Chiese. Ha diretto e curato progetti scientifici internazionali, edizioni critiche di fonti conciliari e opere collettive dedicate alla storia religiosa contemporanea. Collabora con il Corriere della Sera e con la Rai.

</description></item><item><title>Startup Day 2026, il team Arioflex di Unimore conquista il premio "International Mindset"</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072142.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:39:17 +0200</pubDate><description>
Il team Arioflex, nato all'interno del programma TACC &#150; Training for Automotive Company Creation dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, si è aggiudicato il Premio "International Mindset", del valore di duemila euro, assegnato da ART-ER in occasione dello Startup Day 2026.
Il riconoscimento valorizza il progetto imprenditoriale sviluppato dal team, che punta a realizzare sistemi di protezione innovativi basati sull'impiego di materiali avanzati, con l'obiettivo di incrementare sicurezza e prestazioni in diversi ambiti applicativi.
A sviluppare l'idea sono Luca Giordano, Alessandro Brusati e Ricardo Dangond, studenti di Ingegneria dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, insieme a Niccolò Tosi, studente dell'Università di Parma. Il gruppo ha unito competenze progettuali e tecnologiche per trasformare un'idea innovativa in un progetto imprenditoriale caratterizzato da una chiara vocazione internazionale.
«Questa è una vittoria importante per il nostro team, che rappresenta in pieno la voglia che abbiamo di portare la nostra idea di safety nel mondo dell'off-road», commenta Luca Giordano.
Il risultato rappresenta anche un importante riconoscimento per TACC, il percorso di formazione imprenditoriale promosso da Unimore e rivolto a studenti e dottorandi, che accompagna team multidisciplinari nello sviluppo di idee ad alto potenziale attraverso attività di formazione, mentorship e confronto con imprenditori, investitori ed esperti del settore.

«Il successo di Arioflex dimostra come percorsi di formazione imprenditoriale fondati sulla collaborazione tra studenti con competenze differenti e sulla valorizzazione del know-how tecnico possano dare vita a progetti competitivi anche in contesti di rilevanza nazionale e internazionale», sottolinea il 
Vice Rettore di Unimore con delega alla Terza Missione, prof. Marcello Pinti.
La partecipazione allo Startup Day ha offerto ai team TACC un'importante opportunità di confronto con l'ecosistema dell'innovazione regionale, nazionale e internazionale, grazie alla cornice del WMF &#150; We Make Future Festival, tra i principali appuntamenti europei dedicati all'innovazione, all'imprenditorialità e alle tecnologie digitali.
L'assegnazione del Premio "International Mindset" conferma il valore del percorso intrapreso da Arioflex e rafforza la missione del programma TACC: favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali capaci di trasformare competenze, ricerca e innovazione in valore economico e sociale.
</description></item><item><title>Bioingegneria "senza fili": ricercatori del DBMN e del DIEF presentano i "micro BOTs" wireless per il monitoraggio cerebrale profondo</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072135.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:52:40 +0200</pubDate><description>
Unimore segna un importante progresso nel campo delle neurotecnologie con la pubblicazione di uno studio che getta le basi per nuovi dispositivi terapeutici per la cura del cervello. L'articolo, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista 
Science Advances

, presenta i risultati di una collaborazione principalmente fra Unimore, frutto della sinergia tra il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze e il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, e l'Università di Glasgow, finanziata dalla Commissione Europea (www.crossbrain.eu).  I team di ricercatori hanno dimostrato lo sviluppo di dispositivi elettronici bio-integrati in grado di operare in banda ultra-larga (3-4 GHz), consentendo la telemetria wireless ad alta fedeltà all'interno dei tessuti cerebrali. Questa tecnologia supera le limitazioni delle attuali interfacce neurali, aprendo la strada a dispositivi impiantabili più sicuri per il trattamento delle patologie neurodegenerative, quali il Parkinson, e per il monitoraggio clinico dell&#146;epilessia. "E' un traguardo tecnologico significativo - dice il prof. Michele Giugliano del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, codirettore dello studio - che evidenzia l'eccellenza del nostro nuovo Master in Bioingegneria per l'Innovazione in Medicina, avviato a UNIMORE nel 2024". "La progettazione dei micro BOTs - sottolinea il Prof. Luca Selmi del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari coautore dello studio - esemplifica molto efficacemente l'obiettivo principale della Bioingegneria modenese, resa possibile dalla stretta collaborazione interdipartimentale: coniugare strumenti e linguaggio quantitativo della bioingegneria con le pressanti necessità della pratica clinica e medica."
</description></item><item><title>La rivista scientifica Europace, diretta dal Prof. Giuseppe Boriani, è la prima al mondo per Impact Factor nell'aritmologia e nell'elettrofisiologia</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072133.html</link><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:17:52 +0200</pubDate><description>
Un importante riconoscimento internazionale valorizza la ricerca cardiologica sviluppata all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. EP Europace, rivista scientifica ufficiale della European Heart Rhythm Association (EHRA) e punto di riferimento internazionale nel campo dell'elettrofisiologia cardiaca, delle aritmie e della cardiostimolazione, ha raggiunto un Impact Factor di 10.2 nella classifica Journal Citation Reports (JCR) 2026, affermandosi come la prima rivista al mondo nel proprio settore.    
A guidare la rivista è il Professor Giuseppe Boriani, docente di Unimore e Direttore della Cardiologia del Policlinico di Modena, nominato Editor-in-Chief di Europace nel 2025 al termine di una selezione internazionale altamente competitiva. Il nuovo Impact Factor rappresenta un significativo incremento rispetto al valore di 7.9 registrato al momento del suo insediamento, confermando il percorso di crescita della rivista e il suo consolidamento come riferimento mondiale per la ricerca sulle aritmie cardiache.    
&#147;Questo risultato appartiene a tutti coloro che lavorano quotidianamente per rendere Europace un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale&#148;, sottolinea il Prof. Boriani. &#147;È il frutto di un lavoro di squadra che coinvolge esperti di aritmologia provenienti da tutto il mondo e dimostra come la Cardiologia Universitaria del Policlinico di Modena sia protagonista a livello europeo e globale. Raggiungere un Impact Factor superiore a 10 in un settore così specialistico significa che la ricerca pubblicata sulla rivista viene letta, citata e riconosciuta come rilevante dalla comunità scientifica internazionale&#148;.
    Il prestigioso risultato riflette anche la significativa presenza di Unimore nella governance editoriale della rivista. Accanto al Professor Boriani operano infatti, in qualità di Associate Editors, il Dottor Marco Vitolo, il Dottor Jacopo Imberti e il Dottor Davide Mei, ricercatori e dottorandi del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze e membri del team universitario della Cardiologia del Policlinico di Modena. Una presenza che conferma il ruolo di primo piano conquistato dalla scuola cardiologica modenese nel panorama scientifico internazionale.    &#147;Sono particolarmente orgoglioso che questo percorso coinvolga anche giovani ricercatori di Unimore - aggiunge il Professor Boriani. - Vedere colleghi della nostra Università ricoprire ruoli editoriali di rilievo nella rivista oggi numero uno al mondo in un settore fondamentale della Cardiologia rappresenta il riconoscimento di un lavoro costruito nel tempo, fondato sulla qualità della ricerca, sulla collaborazione internazionale e sulla formazione di nuove competenze&#148;.
    Il raggiungimento di un Impact Factor superiore a 10, oltre a consolidare ulteriormente il ruolo della rivista come riferimento mondiale per la ricerca sui disturbi del ritmo cardiaco, costituisce un importante riconoscimento dell'eccellenza espressa dalla Cardiologia e dalla ricerca sviluppate all'interno dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
</description></item><item><title>Si è concluso STEM4ALL, progetto di UniMORE che porta la ricerca fuori dai laboratori</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072128.html</link><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 15:08:37 +0200</pubDate><description>
Dagli studenti delle scuole superiori ai bambini della scuola primaria, passando per pazienti, famiglie e cittadini. Tra marzo e la fine di maggio 2026 l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha trasformato la ricerca scientifica in un'occasione concreta di incontro, dialogo e partecipazione grazie a STEM4ALL, il progetto interdipartimentale di Public Engagement finanziato dall'Ateneo, che ha costruito un ponte tra il mondo della ricerca e la società. Coordinato dalla prof.ssa Laura De Rosa del Dipartimento di Scienze della Vita, il progetto ha coinvolto un gruppo di lavoro composto da Elena Enzo (DSV), Ruggiero Norfo (BMN), Alessia Cavazza (SMECHIMAI), Elisa Bianchi, Sebastiano Rontauroli (BMN), Eustachio Attico (DSV), Roberta Balugani (DSV), Pasqualina Grazioso (DSV) e Sara Righi (DSV). Tre iniziative diverse, ma unite da un obiettivo comune: rendere la ricerca accessibile, favorire il dialogo con la comunità e stimolare interesse, consapevolezza e partecipazione. Il percorso si è aperto a marzo con UNISTEM Day, il 20 marzo, la giornata internazionale dedicata agli studenti delle scuole secondarie superiori per raccontare il lavoro dei ricercatori e le prospettive offerte dalla medicina rigenerativa. I partecipanti hanno potuto conoscere da vicino le attività del Centro di Medicina Rigenerativa e confrontarsi con ricercatori di livello internazionale, tra cui il prof. Francesco Saverio Tedesco della University College London (UCL), che ha illustrato le più innovative strategie per la ricostruzione del tessuto muscolare. L'iniziativa è stata arricchita dalle esperienze immersive in realtà virtuale realizzate grazie alla collaborazione con la Fondazione Golinelli. Un secondo momento di grande valore scientifico e umano è stato rappresentato dall'EB Days, 18/19 aprile, organizzato in collaborazione con l'associazione Le Ali di Camilla e Acetaia del Cristo. L'evento ha riunito ricercatori, pazienti, caregiver e cittadini per condividere i più recenti progressi nella ricerca sull'epidermolisi bollosa (EB), la rara malattia genetica nota come "malattia dei bambini farfalla", rafforzando il dialogo tra comunità scientifica e persone direttamente coinvolte dalla patologia. I ricercatori hanno preso parte all'inaugurazione della Casa di Camilla, una struttura pensata per accogliere i pazienti affetti da epidermolisi bollosa e le loro famiglie durante i periodi di permanenza a Modena per visite e trattamenti presso il Policlinico. Un'iniziativa dal forte valore sociale che rappresenta un importante punto di riferimento per l'assistenza e il supporto alle famiglie. A chiudere il progetto sono stati i Laboratori delle Cellule, 19 e 25 maggio, che hanno aperto le porte dei laboratori del Dipartimento di Scienze della Vita agli alunni della scuola primaria. Attraverso osservazioni al microscopio, esperienze pratiche e attività ludico-scientifiche, i bambini hanno potuto vivere il loro primo contatto con un autentico laboratorio di ricerca, scoprendo il mondo delle cellule in modo coinvolgente e partecipativo. 
&#147;Con STEM4ALL &#150; sottolinea la coordinatrice del progetto, la prof.ssa Laura De Rosa &#150; abbiamo voluto dimostrare come la ricerca possa diventare patrimonio condiviso della comunità. Aprire i laboratori, dialogare con gli studenti, confrontarsi con pazienti e famiglie significa rafforzare il rapporto di fiducia tra università e società e contribuire a diffondere una cultura scientifica sempre più consapevole e inclusiva&#148;.

</description></item><item><title>Il docente Unimore Luca Pani alla guida dell'ISSNAF, la più importante fondazione di scienziati e studiosi italiani in Nord America</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072124.html</link><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:03:30 +0200</pubDate><description>

Dal 1° luglio il prof. Luca Pani, ordinario di Farmacologia Clinica all'Università di Modena e Reggio Emilia e docente di Psichiatria Clinica all'Università di Miami, assume la presidenza dell'ISSNAF - Italian Scientists and Scholars in North America Foundation, la più importante fondazione di scienziati e studiosi italiani in Nord America. Una nomina che apre collaborazioni immediate e pluriennali sui pilastri della recente Commissione Mista Italia-USA su scienza e tecnologia: intelligenza artificiale e scienze della vita. &#147;Raccolgo questo incarico con senso di responsabilità e con profonda gratitudine verso l&#146;Ambasciata Italiana a Washington e la leadership dell'ISSNAF, che in questi anni hanno costruito le fondamenta su cui lavoreremo, - afferma il prof. Luca Pani -. Il mio impegno sarà rafforzare, in modo misurato e strutturato il ponte fra l'Italia e il Nord America, con particolare attenzione alla convergenza fra scienze biomediche e intelligenza artificiale: gli stessi pilastri al centro della recente Commissione Mista Italia-USA. Per gli atenei italiani e per Unimore questo significa opportunità concrete, mobilità, accesso a reti e finanziamenti internazionali, e un dialogo più diretto con le istituzioni scientifiche nordamericane&#148;. Fondata nel 2007 sotto gli auspici dell'Ambasciata d'Italia a Washington e oggi posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, l'ISSNAF riunisce oltre 3.500 tra scienziati, ricercatori, accademici e professionisti italiani attivi negli Stati Uniti e in Canada, con una rete di Chapter locali e una consolidata capacità di sviluppare programmi di livello istituzionale. Tra i 36 soci fondatori figurano quattro Premi Nobel: Renato Dulbecco, Louis Ignarro, Riccardo Giacconi e Mario Capecchi. Per la prima volta la presidenza dell'ISSNAF è affidata a un professore ordinario di ruolo di un ateneo italiano che ricopre, simultaneamente, una cattedra accademica equivalente negli Stati Uniti. Un profilo che incarna in modo diretto la missione della Fondazione, connettere la diaspora intellettuale italiana, e che porta a Unimore una posizione di osservazione e di azione privilegiata nei rapporti scientifici transatlantici. La presidenza Pani si inserisce in un momento di forte rilancio della cooperazione bilaterale. Lo scorso 13 aprile, a Washington, si è svolta la 15ª Commissione Mista (Joint Commission Meeting, JCM) Italia-Stati Uniti sulla cooperazione scientifica e tecnologica, co-presieduta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Dipartimento di Stato statunitense. La Commissione ha individuato quattro ambiti strategici per la competitività globale: intelligenza artificiale, nucleare, materiali avanzati e biotecnologie. Nel tavolo dedicato alle biotecnologie, l'ISSNAF è stata indicata tra i partner di riferimento per i programmi di formazione internazionale. È proprio su questo terreno che il contributo del prof. Pani può tradursi in collaborazioni concrete. La sua firma scientifica, la convergenza tra scienze biomediche e intelligenza artificiale e machine learning, coincide con due dei quattro pilastri della JCM e con le linee di lavoro su cui l'Ateneo modenese e reggiano è già fortemente impegnato.   Il profilo 
Luca Pani, MD, con doppia cittadinanza italiana e statunitense, è ordinario di Farmacologia e Tossicologia all'Università di Modena e Reggio Emilia e Professor of Clinical Psychiatry e Medical Director dei Continuing Education Programs all'Università di Miami. È stato Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA, 2011-2016) e ha ricoperto incarichi presso l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), tra cui il Management Board, il CHMP e il SAWP. È Immediate Past President della International Society for CNS Clinical Trials and Methodology (ISCTM) e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Human Technopole. Autore di oltre 245 pubblicazioni peer-reviewed e 26 volumi, è riconosciuto per il lavoro sull'integrazione di intelligenza artificiale e machine learning nella ricerca e nelle scienze regolatorie.
</description></item><item><title>A Reggio Emilia gli Stati Generali dell&#146;Embodied Education: oltre 150 partecipanti da tutta Italia al DESU di Unimore</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072120.html</link><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:26:20 +0200</pubDate><description>
Il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane (DESU) dell&#146;Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ospiterà il 26 e 27 giugno gli Stati Generali dell&#146;Embodied Education, il principale appuntamento nazionale dedicato al confronto tra ricerca, scuola e territorio sui temi dell&#146;apprendimento, dell&#146;inclusione e dell&#146;innovazione educativa. Sono attesi oltre 150 partecipanti provenienti da tutta Italia, tra accademici, dirigenti scolastici, insegnanti, educatori e professionisti del settore, chiamati a confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell&#146;Embodied Education, approccio che valorizza le relazioni tra corpo, emozioni, cognizione, ambiente e processi di apprendimento. L&#146;evento, realizzato anche grazie al contributo del DESU che ha cofinanziato l&#146;iniziativa attraverso i fondi del Progetto &#147;Dipartimento Eccellenza&#148;, è promosso dalla Rete Nazionale Embodied Education, che riunisce dieci Atenei italiani: Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi del Molise, Istituto Universitario Salesiano Venezia (IUSVE), Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Università Kore di Enna, Università degli Studi di Bergamo, Università Telematica Pegaso, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Università degli Studi di Palermo. Gli Stati Generali rappresentano un momento di sintesi del lavoro scientifico sviluppato dalla Rete negli ultimi anni e intendono rafforzare una comunità nazionale impegnata nella ricerca e nell&#146;innovazione educativa. Tra gli appuntamenti principali figurano la keynote lecture del neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, la presentazione del nuovo volume coordinato da Filippo Gomez Paloma, professore ordinario dell&#146;Università di Cassino e del Lazio Meridionale e coordinatore nazionale della Rete Embodied Education, la tavola rotonda sulle prospettive dell&#146;Embodied Education in Italia e la presentazione ufficiale dell&#146;Index for Embodied Education, strumento elaborato congiuntamente dagli Atenei della Rete per promuovere la qualità dei processi educativi. La seconda giornata sarà dedicata a sessioni scientifiche e workshop esperienziali rivolti a università, scuole, servizi educativi e territorio, articolati attorno a cinque aree tematiche: identità educativa, corpo ed emozioni, inclusione e complessità, etica e cittadinanza, ambienti e tecnologie. 
«Gli Stati Generali dell&#146;Embodied Education rappresentano un&#146;occasione importante per mettere in dialogo università, scuole e territori attorno a una visione dell&#146;apprendimento che riconosce il ruolo fondamentale del corpo, delle emozioni, delle relazioni e dei contesti», afferma Paola Damiani, professoressa associata di UniMORE e coordinatrice scientifica dell&#146;iniziativa. «Le sfide educative contemporanee richiedono approcci integrati e interdisciplinari. Per questo, grazie al sostegno della Direttrice professoressa Annamaria Contini e di tutto il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, abbiamo costruito un programma che alterna riflessione scientifica, confronto tra esperienze e attività laboratoriali, favorendo l&#146;incontro tra ricerca e pratica educativa».
 
«Negli ultimi anni la Rete ha costruito un patrimonio significativo di ricerche, collaborazioni e progettualità condivise», sottolinea Filippo Gomez Paloma, coordinatore nazionale della Rete Embodied Education. «Riunire a Reggio Emilia oltre 150 partecipanti provenienti da tutta Italia significa dare visibilità a una comunità scientifica in continua crescita. In questo percorso, l&#146;Index for Embodied Education rappresenta uno dei risultati più significativi: uno strumento capace di accompagnare scuole, università e servizi nei processi di innovazione e miglioramento della qualità educativa».
 Gli Stati Generali costituiranno inoltre il punto di partenza del percorso che condurrà alla Seconda Conferenza Nazionale Embodied Education, prevista nel 2027, consolidando ulteriormente il dialogo tra ricerca, formazione e pratiche educative.
</description></item><item><title>L&#146;UNIgreen Festival di Unimore protagonista al Parlamento Europeo</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072117.html</link><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:30:58 +0200</pubDate><description>

L&#146;esperienza dell&#146;UNIgreen Festival, ideato e organizzato dall&#146;Università di Modena e Reggio Emilia nell&#146;ambito dell&#146;Alleanza europea UNIgreen, è stata presentata al Parlamento europeo di Strasburgo come esempio di buona pratica per promuovere il coinvolgimento degli studenti e rafforzare il senso di appartenenza alle Università europee.
 Una delegazione dell&#146;Alleanza UNIgreen, composta anche da rappresentanti di UniMORE, ha partecipato al workshop della Community FOREU4ALL, &#147;From Campuses to Communities: Enhancing Engagement and Sense of Belonging in European Universities&#148;, che ha riunito oltre 140 partecipanti provenienti da più di 65 Alleanze universitarie europee per confrontarsi su strategie e strumenti capaci di rafforzare il coinvolgimento delle comunità accademiche e consolidare una comune identità europea. Nel corso delle due giornate di lavoro sono stati affrontati alcuni dei temi più rilevanti per il futuro delle Università Europee, tra cui inclusione, mobilità internazionale, visibilità territoriale, riconoscimento delle competenze e valorizzazione delle comunità accademiche. Attraverso sessioni plenarie, tavoli di lavoro, attività partecipative e presentazioni di esperienze concrete, i partecipanti hanno sviluppato dodici prototipi progettuali destinati a trasformare le principali sfide delle Alleanze in opportunità di crescita e coinvolgimento. In questo contesto, UNIgreen ha presentato un poster dedicato all&#146;UNIgreen Festival &#150; Student-led Community on Sustainable and Democratic Participation, iniziativa coordinata da UniMORE e recentemente ospitata a Reggio Emilia. Il Festival è stato illustrato come un modello innovativo di partecipazione studentesca, capace di integrare apprendimento esperienziale, collaborazione internazionale e cittadinanza attiva. 
Organizzato come Blended Intensive Programme (BIP) e diretto scientificamente dal professor Massimiliano Panarari, il Festival ha coinvolto studenti provenienti dagli otto atenei partner dell&#146;Alleanza UNIgreen in un percorso dedicato alla sostenibilità, alla partecipazione democratica, all&#146;impegno civico e ai valori della cittadinanza europea. Workshop, visite a laboratori e realtà del territorio, incontri con istituzioni e organizzazioni, oltre a momenti di confronto interculturale, hanno consentito ai partecipanti di sperimentare direttamente modelli di governance partecipativa e di collaborazione tra università, comunità e cittadini. Uno degli aspetti maggiormente apprezzati dell&#146;iniziativa è stato il ruolo attivo degli studenti, coinvolti non soltanto nelle attività formative ma anche nella progettazione e nell&#146;organizzazione dell&#146;evento. Gli studenti di UniMORE hanno infatti contribuito alla definizione dei contenuti e delle attività del Festival, incarnando concretamente il principio della partecipazione attiva che rappresenta uno dei pilastri dell&#146;Alleanza UNIgreen. Elemento distintivo del progetto è stato inoltre il forte legame con il territorio emiliano. Realtà di riferimento come la Fondazione Reggio Children, Legacoop e il Consorzio del Parmigiano Reggiano hanno offerto agli studenti occasioni di confronto con esperienze concrete di responsabilità collettiva, cooperazione e governance condivisa. La presentazione dell&#146;esperienza di UniMORE a Strasburgo conferma il valore del percorso sviluppato all&#146;interno di UNIgreen e il ruolo sempre più significativo che gli studenti assumono nella costruzione delle Università Europee. Il tema del coinvolgimento studentesco è infatti emerso come uno dei filoni centrali dell&#146;intero workshop FOREU4ALL, evidenziando la necessità di sviluppare modelli di partecipazione capaci di rendere gli studenti protagonisti della vita accademica e dei processi decisionali.
</description></item><item><title>Nasce a Modena il Network for Early Career Researchers on Cell Death, promosso da Unimore</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072115.html</link><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:21:33 +0200</pubDate><description>
Nel mese di giugno ricercatrici e ricercatori provenienti da tutta Europa si sono riuniti a Modena per il meeting inaugurale del Network for Early Career Researchers on Cell Death, una nuova rete scientifica europea dedicata allo studio dei meccanismi di morte cellulare e del loro ruolo nelle malattie infiammatorie, oncologiche e neurodegenerative. Il progetto, finanziato dalla Fritz Thyssen Foundation, riunisce giovani Principal Investigators provenienti da prestigiose istituzioni di ricerca europee in Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Austria, Spagna, Portogallo e Belgio, con l'obiettivo di costruire una collaborazione scientifica di lungo periodo e definire le future priorità della ricerca biomedica nel settore della morte cellulare e dell'infiammazione. Più in generale, l&#146;iniziativa intende consolidare l&#146;eccellenza europea in questo settore strategico e accelerare il trasferimento delle scoperte fondamentali verso nuove strategie terapeutiche innovative. 
L'Università di Modena e Reggio Emilia è tra i partner promotori dell'iniziativa attraverso il coordinamento della Dr. Katia Cosentino, insieme ai colleghi Dr. Nieves Peltzer  dell´Università di Stoccarda, Germania, Dr. Uris Ros del Max Planck Institute di Biofisica, Francoforte, Germania, e al Dr. Joel Riley dell´Univeristá Medica di Innsbruck, Austria. L'iniziativa inoltre rafforza il processo di internazionalizzazione di Unimore, consolidando il ruolo dell'Ateneo all'interno delle reti scientifiche europee e favorendo nuove opportunità di collaborazione, mobilità e progettazione internazionale per ricercatrici, ricercatori e giovani studiosi. Oltre alla Fritz Thyssen Foundation, gli organizzatori desiderano ringraziare l'Assessorato alla Cultura del Comune di Modena per il prezioso supporto fornito e per aver ospitato l'evento presso la Sala del Leccio, contribuendo al successo di questa importante iniziativa internazionale.  
</description></item><item><title>Società pubbliche, in house e responsabilità amministrativa: a Modena un convegno tra diritto, economia e controlli</title><link>https://www.magazine.unimore.it/site/home/notizie/articolo820072112.html</link><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:11:31 +0200</pubDate><description>
Le società pubbliche, il loro rapporto con il mercato, il sistema dei controlli e le responsabilità legate alla gestione delle risorse saranno al centro del convegno &#147;Le società pubbliche&#148;, in programma martedì 23 giugno 2026, dalle ore 8.30, nell&#146;Aula convegni del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore, in via San Geminiano 3 a Modena.    L&#146;iniziativa, organizzata dalla Prefettura di Modena &#150; Ufficio Territoriale del Governo e dal Dipartimento di Giurisprudenza dell&#146;Università di Modena e Reggio Emilia, affronta uno dei nodi più rilevanti dell&#146;amministrazione contemporanea: il passaggio dall&#146;impresa pubblica tradizionale al modello delle società a partecipazione pubblica, con particolare attenzione alle società in house, strumenti ormai centrali nella gestione di funzioni, servizi e interventi di interesse generale.    Il quadro di riferimento nasce dall&#146;articolo 41 della Costituzione, che ammette l&#146;iniziativa economica privata e quella pubblica, e arriva alla disciplina più recente, a partire dal decreto legislativo 175 del 2016, che ha ricondotto l&#146;attività economica pubblica entro regole compatibili con il principio di concorrenza e con vincoli puntuali di scopo, attività e organizzazione. In questa prospettiva, le società in house occupano una posizione particolarmente delicata, collocata tra autoproduzione amministrativa, mercato, diritto pubblico, diritto privato, efficienza gestionale e controllo pubblico.    La giornata proporrà una lettura ampia del tema, con interventi dedicati al principio di sussidiarietà orizzontale, al controllo analogo, al riparto di giurisdizione, alla responsabilità erariale, civile e da reato, oltre ai modelli di compliance richiesti alle società partecipate. Ampio spazio sarà riservato anche al ruolo delle società pubbliche nell&#146;attuazione del PNRR, alla luce del nuovo Codice dei contratti pubblici, del decreto legislativo 36 del 2023, e della disciplina dei servizi pubblici locali contenuta nel decreto legislativo 201 del 2022.    Il convegno si aprirà con i saluti istituzionali della Magnifica Rettrice di Unimore, Prof.ssa Rita Cucchiara, del Prefetto di Modena, Dott.ssa Fabrizia Triolo, del Procuratore della Repubblica di Modena, Dott. Luca Masini, dell&#146;Ing. Luca Chiantore, in rappresentanza del Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, e della Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Prof.ssa Giovanna Laura De Fazio.    La sessione mattutina, moderata dal Dott. Enrico Periti, Direttore Generale dell&#146;Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sarà aperta dal Dott. Marcovalerio Pozzato, Presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti dell&#146;Emilia-Romagna, con un intervento sulla responsabilità amministrativa nelle società a partecipazione pubblica, sul danno erariale, sul riparto di giurisdizione e sull&#146;azione del Pubblico Ministero contabile.    Seguiranno gli interventi del Prof. Federico Pedrini, docente di Diritto costituzionale a Unimore, dedicato al principio di sussidiarietà orizzontale; dell&#146;Avv. Lorenzo Canullo, dirigente dell&#146;Ufficio legale di Unimore, sulle società in house tra diritto pubblico e diritto privato; del Prof. Marco Macchia, docente di Diritto amministrativo all&#146;Università di Roma Tor Vergata, sul ruolo delle società partecipate nell&#146;attuazione del PNRR; e della Prof.ssa Elisa Valeriani, docente di Politica economica a Unimore, sulla costituzione, acquisizione di quote e scelta del socio privato, con riferimento ai vincoli previsti dal decreto legislativo 175 del 2016.    La seconda sessione, moderata dal Dott. Giuseppe Amara, Sostituto Procuratore presso la Procura di Modena, affronterà i temi dei poteri speciali e del golden power, della compliance e della responsabilità degli organi sociali. Il Col. t.SPEF Francesco Mazza, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Modena, interverrà sui poteri speciali tra diritto interno e diritto dell&#146;Unione europea, con riferimento agli investimenti esteri e ai procedimenti amministrativi composti. Il Prof. Luigi Foffani, docente di Diritto penale a Unimore, tratterà il rapporto tra prevenzione della corruzione e compliance aziendale, mentre il Prof. Giulio Garuti, docente di Diritto processuale penale a Unimore, approfondirà la responsabilità da reato delle società pubbliche ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001. La Prof.ssa Monica Bergo, docente di Diritto costituzionale e pubblico a Unimore, affronterà il tema della mala gestio e della responsabilità degli organi sociali, tra diritto civile, controllo pubblico e obbligo di rendicontazione.    Il dibattito e le conclusioni saranno affidati all&#146;Ing. Luca Chiantore, Ragioniere Capo del Comune di Modena.    Il convegno è accreditato, per la partecipazione in presenza, presso l&#146;Ordine degli Avvocati di Modena, l&#146;Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia e l&#146;Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Modena. Sarà possibile seguire i lavori anche da remoto tramite collegamento Microsoft Teams.
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