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Diagnosi precoce del melanoma: meno asportazioni e risparmio economico grazie a uno studio Unimore

Un risparmio economico di 200 mila euro per ogni milione di abitanti per anno e la riduzione di oltre il 50% delle asportazioni: sono questi gli elementi concreti più rilevanti che emergono da uno studio di Unimore sulla diagnosi precoce del melanoma. La ricerca dimostra un più alto livello di accuratezza diagnostica della Microscopia Laser Confocale (96%) rispetto alla Dermoscopia (90%).

I dati, in corso di pubblicazione, evidenziano la performance diagnostica su lesioni equivoche per la diagnosi di melanoma: sensibilità (capacità di trovare il melanoma): RCM=96% vs. Dermoscopia=90%; specificità (nevo benigno anche se sospettato come melanoma): RCM=56% vs. Dermoscopia=38%.

“Una percentuale del 96% è altissima in medicina, vuol dire la precisione con cui identifichiamo - dichiara il prof. Giovanni Pellacani, a capo del Dipartimento di Dermatologia di Unimore - la nuova tecnologia è rapida nell’acquisizione, in uno, due minuti si riesce a valutare una lesione a livello istologico”.

Il progetto di ricerca, finanziato dal Ministero della Salute, ha esaminato tremila casi (si hanno i dati sui primi duemila). Hanno partecipato, oltre a Unimore, l’IRCCS di Reggio Emilia e l’IRST di Mendola. Lo studio ha previsto due gruppi: uno con l’uso della sola dermoscopia e l’altro anche con l’utilizzo di Microscopia Laser Confocale.

Senza utilizzo di confocale: 3 nevi benigni tolti per trovare un melanoma.
Con Confocale: 1,4 nevi benigni tolti per trovare un melanoma.
Percentuale di asportazione di nei benigni risparmiata: 64%.

“È la prima volta che viene fatto uno studio così preciso e impegnativo come risorse – spiega il prof. Pellacani – in questo modo possiamo togliere meno nevi e più melanomi con un risparmio elevato di 200 mila euro ogni milione di abitanti ogni anno per il Sistema sanitario nazionale”.

Scenario generale

La diagnostica del melanoma cutaneo negli ultimi anni grazie all’utilizzo di metodiche non invasive quali la videodermatoscopia ha aumentato la sua accuratezza diagnostica, permettendo così di diagnosticare quei nevi che potrebbero sembrare nevi ma che sono in realtà melanomi. Tale diagnosi avviene così in modo precoce, in fase iniziale prima che il tumore possa creare problemi.
La diagnostica non invasiva per lesioni cutanee della nostra pelle negli ultimi anni si è ulteriormente evoluta con metodi diagnostici ancor più accurati che “scannerizzano” il nevo e permettono così la loro esatta diagnosi. Tra le metodiche più innovative la Microscopia Laser Confocale che con una capacità risolutiva simile a quella istologica permette una esatta diagnosi sia di melanoma sia di una eventuale benignità evitando escissioni chirurgiche non necessarie. Basta quindi sottoporsi ad un’accurata visita con questa strumentazione di tutti i nevi del nostro corpo, con tale screening si evita così che il melanoma possa essere diagnosticato troppo tardi.

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Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it