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Reumatologia, da ricercatori modenesi un nuovo passo avanti nello studio delle arteriti a cellule giganti

Un nuovo passo verso la comprensione del meccanismo di evoluzione della arterite a cellule giganti, vasculite dei grandi vasi che è la più frequente delle vasculiti. Questo, in sintesi, il risultato dello studio multicentrico di cui la Struttura Complessa di Reumatologia dell’AOU di Modena, diretta dal prof. Carlo Salvarani di UNIMORE è stata uno dei centri coordinatori e pubblicato sulla prestigiosa rivista americana di reumatologia Arthritis & Rheumatology (che ha un Impact Factor di 7,8). Lo studio si intitola "Glucocorticoid Doses and Acute-Phase Reactants at Giant Cell Arteritis Flare in a Randomized Trial of Tocilizumab" (Dosi di Glucocorticoidi e Reattanti  di fase acuta nelle riacutizzazioni di arterite a cellule giganti i in uno  studio randomizzato coni Tocilizumab) e ha riguardato 250 pazienti trattati con tocilizumab e/o steroidi e seguiti per 52 settimane, insieme ai principali centri di ricerca Universitari internazionali di Reumatologia/Immunologia (Harvard Medical School, Dresden University, Leuven University, Groningen University,  University of Barcelona).

Lo studio ha dimostrato che nella arterite a cellule giganti la maggior parte delle riacutizzazioni avvengono mentre il paziente è ancora in terapia steroidea e che i marker di fase acuta (VES e PCR) non sono indicatori affidabili di riacutizzazione nei pazienti con tale vasculite trattati con l’ innovativo farmaco biologico  Tocilizumab (inibitore IL-6) che è in grado di risparmiare steroide e quindi di ridurre in modo importante in tale malattia gli effetti collaterali da terapia steroidea protratta. VES e PCR sono stati fino ad oggi i marcatori biologici sulle cui variazioni si sono affidate le decisioni terapeutiche su tale forma di arterite.

L’arterite a cellule giganti – ha spiegato il prof. Carlo Salvarani – è una vasculite caratterizzata da interessamento preferenziale della aorta e delle arterie del collo e della testa. Si tratta, quindi, di una malattia autoimmune e fa parte delle malattie rare. Il nostro studio enfatizza il ruolo e le competenze del clinico esperto concludendo che una valutazione clinica attenta dei segni e sintomi del paziente è di importanza cruciale nella valutazione delle recidive di tale vasculite e quindi nel trattamento della arterite a cellule giganti. Un auspicato ritorno alla indispensabilità delle competenze cliniche. Tale studio ha quindi fornito un importante tassello per comprendere meglio una patologia rara che, se non trattata nel modo corretto e tempestivamente, può essere molto invalidante. Per questo motivo è fondamentale affidarsi a centri specializzati in queste patologie, tra cui c’è la nostra Reumatologia che collabora strettamente con quella di Reggio Emilia (entrambi sono centri riconosciuti dalla Regione per la arterite a cellule giganti, che è una malattia rara), e ogni anno, seguono con percorsi diagnostico/terapeutici condivisi circa 450 affetti da arterite dei grandi vasi (arterite a cellule giganti, aortiti, e arterite di Takayasu). Per migliorare la diagnosi e terapia della arterite a cellule giganti che può determinare, se non diagnosticata e trattata in fase precoce, cecità e stroke cerebrali in circa ¼ dei pazienti sono in corso di attuazione nel nostro Policlinico percorsi condivisi con l’Oculistica, la Neurologia, l’Anatomia Patologica, la Radiologia Vascolare e la Medicina Nucleare. Si sta inoltre costituendo un Centro di Ricerca Traslazionale in Reumatologia coordinato dalla Dr.ssa Elisa Pignatti che in collaborazione con il Dr GianLuca Carnevale della Cattedra di Istologia della nostra Università e la dr.ssa Stefania Croci del Laboratorio dell’Infiammazione dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia studierà i marcatori predittivi della risposta alla terapia e diagnostici della arterite a cellule giganti”.  

Recentemente, altri due importanti riconoscimenti sono stati assegnati alla Reumatologia. Il prof. Carlo Salvarani è il primo clinico italiano ad essere stato chiamato dall’American College of Rheumatology (ACR), a presiedere come co-chair per 3 anni la Commissione che coordinerà le sessioni sulle vasculiti dei grandi vasi  nei convegni annuali dell’ACR. Tale commissione valuterà gli abstracts relativi alle vasculiti, costruirà la sessione plenaria, le sessioni orali, e le sessioni dei posters, oltre a selezionare i moderatori. Il lavoro del Prof. Salvarani inizierà già con il prossimo convegno annuale che si terrà ad Atlanta nel novembre di quest’anno. L’American College of Rheumatology organizza il più grande e prestigioso convegno mondiale di reumatologia; all’ultimo convegno dell’ACR del 2018 che si è tenuto a Chicago hanno partecipato più di 16.000 medici provenienti da 100 diversi paesi con più di 3.000 abstracts accettati. Raramente questo incarico viene assegnato a un ricercatore Europeo ed è una delle poche volte che viene dato ad un italiano. Si tratta, quindi, di un lusinghiero riconoscimento internazionale alla Reumatologia e al nostro Ospedale per le competenze raggiunte nel campo delle vasculiti.

Infine, nel corso del recente Convegno Nazionale della S.I.U.M.I.O. (Società Italiana Uveiti e Malattie Infiammatorie Oculari), che si è tenuto in aprile a Taormina, il prof. Salvarani è stato premiato per il suo lavoro, svolto insieme agli oculisti esperti in malattie infiammatorie oculari. Scopo di questa collaborazione è intervenire al meglio sulle patologie oculari immunoreumatologiche, tra cui ad esempio alcune uveiti. “Insieme ai colleghi dell’Oculistica del Policlinico diretta dal prof. Gian Maria Cavallini – conclude Salvarani – seguiamo numerosi pazienti colpiti da queste patologie, potenzialmente molto invalidanti e abbiamo in programma la definizione di percorsi diagnostico/terapeutici condivisi.”

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Articolo pubblicato da: Ufficio Stampa Unimore - ufficiostampa@unimore.it