Primi risultati del progetto RELS sulla gestione rifiuti
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I primi risultati del progetto RELS dimostrano inequivocabilmente come l'uso combinato delle migliori tecnologie di recupero rifiuti consenta di aumentare lo sfruttamento del potenziale energetico con minore impatto ambientale rispetto all’incenerimento. Oltre 900 persone coinvolte on-line in un corso di formazione sulla gestione dei rifiuti organizzato dagli enti promotori del progetto.
Rese note le prime indicazioni che emergono a metà della realizzazione del progetto RELS, acronimo di “Innovative chain for energy REcovery from waste in naturaL parkS”, finanziato all’interno del bando Life+ Politica e governo ambientali, che prevede lo sviluppo di sistemi di recupero dei rifiuti a ridotto impatto ambientale per applicazioni dedicate ai parchi naturali.
Gli studi e le ricerche su questo progetto di valenza europea sono condotti da un gruppo di docenti del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria (DISMI), con alcune istituzioni partner del progetto: il Comune di Reggio Emilia, la Provincia di Cosenza (Parco Nazionale della Sila) e la Provincia di Forlì-Cesena (Parco delle Foreste Casentinesi). La Biblioteca universitaria della sede di Reggio Emilia coordina le attività di educazione ambientale e di divulgazione dei risultati del progetto.
Seguendo le priorità indicate dalla Comunità Europea, i ricercatori reggiani ed i loro partners si sono proposti di individuare soluzioni tecnologiche e processi culturali necessari a promuovere azioni virtuose che portino ad una forte riduzione della produzione di rifiuti, così come all’aumento del recupero di materia da rifiuti, in maniera da ottimizzare il recupero di energia. Il progetto RELS è ritagliato sulle esigenze ed applicazioni di questi obiettivi per quanto riguarda i parchi naturali, che vengono utilizzati come dimostratori ideali di un buon sistema di relazioni uomo-ambiente.
In particolare, il lavoro del gruppo di ricerca si è concentrato su due aspetti: lo sviluppo di un software di simulazione in grado di selezionare quantità e qualità dei rifiuti e la realizzazione di due architetture di impianti per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti nei parchi naturali.
Il software di simulazione studiato è uno strumento flessibile che consente di trattare i rifiuti, separati e non, attraverso la combinazione di diverse tipologie di impianti di trattamento, quali discariche, inceneritori, gassificatori, impianti di compostaggio o atri. Naturalmente su questi primi risultati si registra un interesse crescente degli operatori come quello dei Comuni.
Il progetto preliminare delle due architetture, la cui realizzazione dimostrativa si terrà presso i Parchi coinvolti, prevede che una combinazione di impianti tratti i rifiuti raccolti in forma differenziata mentre i rifiuti raccolti in forma indifferenziata vengono trattati attraverso l’incenerimento. Nella prima architettura, i rifiuti raccolti in forma differenziata che non possono essere direttamente recuperati (ovvero carta, plastica, lattine e vetro) vengono inviati all’inceneritore. Nella seconda, la parte organica viene trattata attraverso tecnologie di gestione anaerobica in cui il rifiuto organico durante il processo di fermentazione diventa biogas. Gli scarti della frazione differenziata e le porzioni di rifiuto ad elevata umidità vengono trattate attraverso un gassificatore, una tecnologia che consente di ricavare syngas con ottime prestazioni in termini di rapporto tra energia prodotta e rifiuto trattato.
Le due architetture sono state analizzate con riferimento ai rifiuti prodotti nei comuni del parco nazionale della Sila e dimostrano che l'uso combinato delle migliori tecnologie di recupero rifiuti consente di aumentare lo sfruttamento del potenziale energetico di alcune frazioni di rifiuti raccolte in forma differenziata (in particolare scarti di imballaggi e frazione organica e vegetale) con un minore impatto ambientale rispetto all’incenerimento.
Ma l’interesse per il progetto non si ferma qui, oltre 900 persone hanno seguito on-line il corso sulla gestione dei rifiuti ( http://www.eco-ambiente.unimore.it), tenuto da alcuni tra i principali esperti italiani della materia.




Quarto appuntamento delle conversazioni con aperitivo dal titolo "Design is a conversation", organizzate dal Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria del nostro Ateneo. Dopo avere affrontato l'argomento dell'educazione all'innovazione già da diversi punti di vista, il prossimo incontro riguarderà il tema dell'imprenditorialità. L'incontro è previsto per lunedì 20 maggio, alle ore 18.00, presso il Campus S. Lazzaro (via Amendola, 2 - Padiglione Tamburini – Sala Design Loft) a Reggio Emilia, con Steven Gedeon dell'Università degli studi di Toronto (Canada). La conversazione, coordinata dal prof. Matteo Vignoli, docente di Ingegneria dei Processi Organizzativi presso il Dipartimento Scienze e Metodi dell'Ingegneria, si tiene in lingua inglese. Per ragioni organizzative è necessario iscriversi (gratuitamente) online al sito
Il corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche (SIO) del nostro Ateneo si internazionalizza. Per la giornata di lunedì 20 maggio, alle ore 14.00, presso l'Aula Magna della sede universitaria Palazzo Dossetti (viale Allegri 9) di Reggio Emilia promuove congiuntamente al College della Texas Christian University (USA) una iniziativa scientifica dal titolo "Prospettive nelle Scienze Infermieristiche e nelle Organizzazioni Sanitarie: una collaborazione internazionale Reggio Emilia - Fort Worth". L'iniziativa nasce da una proposta pervenuta dalla Texas Christian University di Fort Worth (Texas), città gemellata da anni con Reggio Emilia, che rappresenta un polo sanitario di rilevanza internazionale. Nell'ambito di un rapporto ormai consolidato tra le due città, da lunedì 20 a venerdì 24 maggio, una delegazione guidata dalla Preside del Harris College of Nursing and Health Sciences prof.ssa Paulette Burns e dalla prof.ssa Sharon Canclini, comprendente anche un gruppo di studenti del corso di laurea in scienze infermieristiche, si intratterrà a Reggio Emilia per acquisire conoscenza del sistema universitario e sanitario locale. "Il confronto internazionale che ci hanno proposto i colleghi di Fort Worth – afferma il prof. Marco Vinceti, presidente del corso di laurea magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche - assume un rilievo particolare, in quanto le strutture sanitarie della città di Fort Worth, con Dallas, sono di riconosciuto rilievo internazionale, così come le attività della Texas Christian University. I temi oggetto di dibattito nel meeting del 20 maggio riguardano principalmente il ruolo delle revisioni sistematiche e della pratica basata sulle evidenze nella formazione professionale infermieristica, e le principali problematiche di attualità in tema di organizzazioni sanitarie. Sono grato a tutti coloro che hanno reso possibile l'iniziativa, in particolare il Comune di Reggio Emilia, Reggio nel Mondo, le due Aziende sanitarie reggiane, i colleghi docenti ed i membri della segreteria organizzativa e scientifica. Confido che da momenti come questo possano nascere ulteriori collaborazioni a breve, quali lo scambio di docenti, professionisti e studenti, come già auspicato dai colleghi di Fort Worth ". L'esercizio di una pratica professionale sanitaria "basata sull'evidenza" si fonda sulla capacità di applicare i risultati della ricerca alla situazione clinica e ai valori del paziente in cura. Nella prima parte dell'incontro in programma lunedì 20 maggio saranno presentati gli strumenti e gli approcci didattico/metodologici utilizzati nelle revisioni sistematiche e nella "pratica basata sulle evidenze" (EBP), mettendo a confronto la realtà statunitense e la realtà italiana. Nella seconda parte verranno illustrati gli aspetti culturali ed organizzativi del sistema sanitario degli Stati Uniti e di quello italiano, con particolare attenzione alle problematiche della professione infermieristica. Saranno, inoltre, presentati la normativa, l'organizzazione e gli obiettivi che determinano il funzionamento dinamico dei servizi sanitari dei due paesi. Il programma prevede, alle ore 14.00, una presentazione ufficiale affidata ai rappresentanti delle varie istituzioni promotrici di questa visita: il prof. Paolo Nichelli, Preside Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, il dott. Corrado Ruozi, dirigente Agenzia Sanitaria e Sociale Regione Emilia Romagna, l'Assessore all'Educazione e Rapporti Internazionali, prof.ssa Juna Sassi, la dott.ssa Serena Foracchia, membro del consiglio di amministrazione di Reggio Children – responsabile ufficio Reggio nel Mondo, il prof. Marco Vinceti, Presidente del corso di laurea magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Seguirà una prima sessione scientifica: prof.ssa Paulette Burns, Preside del Harris College of Nursing and Health Sciences – Texas Christian University su Evidence Based Practice: The Joanna Briggs Institute; prof.ssa Sharon Canclini, docente Harris College of Nursing and Health Sciences - Texas Christian University su Incorporating Systematic Reviews into Undergraduate/Graduate Education; Daniela Mosci, coordinatore infermieristico Centro Studi EBN S. Orsola Bologna su Pratica Basata sull'Evidenza: dalla teoria alla pratica clinica nel contesto italiano. Successivamente nella seconda parte alle ore 16,30 toccherà a: prof.ssa Paulette Burns, Preside del Harris College of Nursing and Health Sciences - TexasChristian University su Forces of Change in the US Health Care System and Impact on Nursing Education; dott. Fausto Nicolini, Direttore Generale Azienda USL Reggio Emilia, e dott. Ivan Trenti, Direttore Generale Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia su Ruolo e funzioni delle Unità Sanitarie Locali e degli Ospedali nel Sistema Sanitario Italiano; dott.ssa Sandra Coriani, Dirigente Azienda USL di Reggio Emilia, e dott.ssa Marina Iemmi, Dirigente Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova Reggio Emilia, su I professionisti della salute e le scienze infermieristiche: lo stato dell'arte in Italia. L'iniziativa è rivolta in particolare a studenti e docenti in ambito infermieristico, infermieri ed operatori in ambito sanitario. L'iscrizione attraverso il sito www.ausl.re.it è gratuita. La mattina di martedì 21 maggio la delegazione della Texas Christian University si recherà in visita al Campus San Lazzaro, dove incontrerà docenti e studenti dei corsi di laurea sanitari reggiani, in particolare del corso triennale in Infermieristica, per uno scambio di esperienze in ambito formativo – professionale.
Sono 187 i neo dottori del Dipartimento di Comunicazione ed Economia dell'Ateneo che giovedì 18 aprile 2013 taglieranno contemporaneamente il traguardo concludendo i loro studi. Una sessione di laurea straordinaria che porta al traguardo 96 giovani con laurea triennale e 91 con laurea magistrale per 12 differenti corsi di laurea. La sessione di laurea presso la sede universitaria Palazzo Dossetti (Viale Allegri, 9) a Reggio Emilia rappresenta una circostanza eccezionale di festa e di partecipazione per il Dipartimento e per il suo corpo docente, che sarà mobilitato per l'intera giornata dalle 9.30 del mattino fino al tardo pomeriggio per garantire la regolarità di presenza nelle quattro commissioni istituite nelle varie aule, compresa l'Aula Magna, dove si svolgeranno le discussioni delle tesi. Dal punto di vista organizzativo lo sforzo sarà notevole e la sede universitaria reggiana pullulerà non solo per la presenza dei protagonisti di queste giornate, studenti e docenti, ma anche dei numerosi parenti ed amici che non vorranno perdersi uno dei momenti più importanti della vita di questi giovani. "Sono particolarmente soddisfatta dei risultati fin qui conseguiti, non solo in termini di numeri, ma anche di qualità dei lavori di tesi svolti. - commenta il Direttore del Dipartimento prof.ssa Paola Vezzani – Da non sottovalutare sono anche i dati occupazionali che, nonostante la pesante crisi economica, vedono ancora i nostri laureati collocarsi nel mercato del lavoro dopo 4 mesi e mezzo dalla laurea con percentuali di occupazione piuttosto elevate". I dati occupazionali relativi ai laureati del 2011, resi noti recentemente attraverso il XV Rapporto del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, dimostrano che le lauree rilasciate dal Dipartimento di Comunicazione ed Economia offrono qualificanti opportunità di impiego e lavoro. Infatti, rispetto ad una media di disoccupazione generale che - per quanto riguarda i laureati dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (a un anno dalla laurea) – è del 15,4% per i laureati di primo livello (in possesso di diploma di laurea triennale) e dell'11,9% per quanti hanno completato la propria formazione con il conseguimento di un titolo di secondo livello (magistrale + 2), i laureati di Scienze della Comunicazione ed Economia reggiani che dopo un anno dalla laurea ancora cercavano un lavoro erano l'11,5% tra quelli di primo livello ed il 14,3% tra quelli di secondo livello, con tassi di occupazione particolarmente brillanti: 69,8% nelle triennali (ed il 56,1% dei quali con un lavoro stabile), poiché molti scelgono di continuare gli studi con una laurea di secondo livello, e 73,9% nelle specialistiche/magistrali (il 35,3% dei quali con un lavoro stabile), con tempi di ingresso nel mondo del lavoro soddisfacenti, ovvero 4,4 mesi per i laureati di primo livello e 4,3 per i laureati magistrali. Quanto ai guadagni il salario medio di ingresso per un laureato SCE dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia è di 1.224 euro con la triennale e di 1.068 con la specialistica, con differenze di genere più accentuate per coloro che conseguono una laurea triennale: 1.036 per le donne in possesso di laurea triennale contro i 1.437 percepiti dai colleghi maschi. Per quanti hanno una laurea specialistica/magistrale in tasca, invece, la differenza tra uomini e donne è molto ridotta: 1.102 euro per i maschi e 1.042 per le femmine. "Sarebbe certamente auspicabile un maggior riconoscimento retributivo per ragazzi che hanno affrontato studi onerosi ed impegnativi – sottolinea la prof. ssa Paola Vezzani – così come anacronistica è la marcata differenza negli stipendi tra uomini e donne; purtroppo si tratta di uno dei problemi che il nostro paese ha di fronte, quello di non riuscire a valorizzare le migliori risorse di cui dispone". Più nello specifico i nuovi laureati saranno: 96 nelle triennali (2 corsi di laurea dell'attuale offerta formativa del Dipartimento - Scienze della Comunicazione e Marketing e organizzazione d'Impresa- cui si aggiungono studenti di corsi di laurea non più attivi quali Comunicazione e Marketing, Economia e Informatica per la gestione delle imprese, Economia, Reti e Informazione; 91 nelle specialistiche o magistrali (2 dell'attuale offerta formativa – Pubblicità, Editoria e Comunicazione d'impresa, Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni, e altri studenti di corsi non più erogati - Economia e sistemi complessi, Comunicazione pubblicitaria e Istituzionale, Dinamiche dei mercati e strategie d'impresa, Progettazione e gestione della comunicazione d'impresa, Strategia e comunicazione d'impresa).